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Martedì 19 febbraio 2013 - 17:49

Piemonte/Regione: indagato assessore Giordano, il centrodestra trema

(ASCA) – Torino, 19 feb – Un’altra bufera sulla politica in Piemonte e in particolare sulla giunta Cota. Il numero due, l’assessore allo sviluppo Massimo Giordano e’ indagato per corruzione, assieme ad alcuni funzionari, tra cui il suo braccio destro Giuseppe Cortese, ex capo della segreteria di Cota e ora inserito nella cabina di regia di Expo 2015. L’indagine riguarderebbe i piani per l’innovazione finanziati dalla Regione, e le Fiamme Gialle avrebbero sequestrato negli uffici di Piazza Castello a Torino proprio questi dossier. Un nuovo caso giudiziario che nasce a ridosso delle elezioni politiche e che puo’ avere dirette conseguenze sul voto. In questa prospettiva va forse anche considerata la pronta reazione di Cota che ha subito respinto le dimissioni del suo assessore, malgrado sia considerato il suo piu’ temibile avversario alla leadership piemontese del Carroccio, considerato molto vicino al leader Maroni, e con il quale i rapporti si sono raffreddati da tempo. Tanto che gia’ nei mesi scorsi si dava per certa l’uscita di Giordano dalla giunta. Non e’ questo il momento. L’inchiesta su Giordano giunge a poche settimane da quella sui rimborsi elettorali, che ha gia’ scosso l’ambiente politico piemontese scoprendo grandi falle nel sistema dei rimborsi dei cosiddetti monogruppi, quelli cioe’ costituiti da un solo consigliere. Ma giunge anche mentre si attende da un giorno all’altro la seconda tranche di quella inchiesta, dedicata invece ai gruppi consiliari piu’ importanti. Ed e’ evidente la preoccupazione che sale nei palazzi della politica a pochi giorni dal voto. Dalle dimissioni dell’assessore Caterina Ferrero, arrestata per un’inchiesta sulla sanita’, fino a quelle recenti per fatture false di Massimo Feira, presidente di Finpiemonte, braccio operativo proprio dell’assessorato guidato da Giordano, sono stati diversi i casi che hanno coinvolto i piani alti della politica. ”Siamo convinti che Massimo Giordano potra’ chiarire in modo preciso e puntuale ogni addebito dell’inchiesta – psserva il capogruppo piemontese della Lega Nord Mario Carossa – a Massimo, sulla cui onesta’ non c’e’ da dubitare, va tutta la nostra stima sia come uomo sia come amministratore. Prendiamo atto delle dichiarazioni del procuratore di Novara (il procuratore Francesco Saluzzo ha riferito di non aver potuto rinviare i provvedimenti neppure di un giorno,ndr), rimane comunque qualche perplessita’ sulla tempistica degli avvenimenti”. Dal commento del Pdl emerge invece soprattutto cautela: ”Fermo restando che noi siamo per la trasparenza e il buon governo, ribadiamo la fiducia nell’operato della magistratura e attendiamo fiduciosi l’esito dell’inchiesta”. Il Pd, che chiede una comunicazione urgente di Cota martedi’ prossimo in consiglio regionale, dichiara finita l’esperienza di Cota: ”La vicenda che coinvolge l’assessore Giordano, con le sue dimissioni, getta ulteriori ombre e conferma che la Giunta Cota e’ arrivata al capolinea”, dicono in una dichiarazione congiunta il segretario regionale Gianfranco Morgando e il capogruppo in consiglio regionale Aldo Reschigna. ”Cota – aggiungono i due esponenti del Pd – e’ ormai avviato sulla strada di Formigoni, costretto a dimettersi in una Regione decimata dalla crisi politica e giudiziaria: eviti al Piemonte la stessa agonia”. Chiedono le dimissioni anche gli esponenti di Sel: ”Siamo ad un punto di non ritorno. Cosa pensa di fare Cota, di sfinire la pazienza dei piemontesi’?”, osserva il segretario regionale Fabio Lavagno. Ancora piu’ alti i toni dell’estrema sinistra con Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista e candidato in Piemonte nelle liste di Rivoluzione civile, chiede il sequestro dei beni ai corrotti: ”La Lega Nord ha subito in questi anni una mutazione genetica che l’ha portata dalla denuncia di Roma ladrona alla pratica di ”ladroni” a casa nostra”. eg/rus

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