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Sabato 16 febbraio 2013 - 16:58

Elezioni: Bersani, il mediatore tra la societa’ e la politica (Il punto)

di Angelo Mina
(ASCA) – Roma, 16 feb – La chiamano polemica o piu’mellifluamente confronto dialettico e franco: ma si potrebbepiu’ sinceramente parlare di conrasti aspri e volgari, nonescludenti l’insulto. E’ quanto sta accadendo in questi giorni di campagnaelettorale strillata e nervosa e soprattutto mediatica comenon mai e’ stato.

L’impressione e quella di una riduzione dei fatti e delleloro ragioni (passate e ad avvenire) ad una sequenza discenette piu’ o meno interessanti (ma sempre piu’ spessosgradevoli) caratterizzate da affermazioni dogmatiche e dapromesse, che a crederci sul serio in tempi normali cisarebbe da passare per matti.

Un quadro non confortante, se ci si preoccupa del futurodel Paese che poi vuol dire l’avvenire della gente, dellefamiglie, soprattutto dei figli.

In tutto questo clamore c’e’ chi si sta sforzando ditenere una rotta controcorrente. Memore forse dell’apologodella cicala e della formica, il segretario del Pd Pier LuigiBersani sta cercando di fare sentire la propria ragione soprail coro delle cicale. Cos’altro vuol dire, infatti, il suo continuo, quasiossessivo, ripetere che ”dalla crisi possiamo uscire, ma checerto non possiamo farlo con le favole o con i conigli tiratifuori dal cappello”? Cos’altro vuol significare il continuorichiamo alle parole-programma di ”serieta”’,”moralita”’, ”onesta”’ e ”lavoro”? Parole che fannopensare ad uno stile di vita rigoroso, al limite del monacalee perfino calvinista. In quest’ultima settimana queste parole-programma sonostate ripetute in modo appassionato in tutti gli incontrielettorali in tutta Italia. Non e’ un caso che i cronisti silamentino tra loro della mancanza di ‘novita” anche di solepolemiche ‘franche e dialettiche’ che possano ‘fare untitolo’ e continuare nella sequenza dei ‘contrasti aspri evolgari’.

La ‘predicazione’ che Bersani sta svolgendo con crescenteintensita’ man mano che si avvicina il voto e’ laproposizione di un bivio inevitabile per i cittadini chiamatiad una alternativa secca: da una parte c’e’ la cicala del”populismo” facile nelle promesse e incantatore che si basasulla concezione del ”personalismo” come fonte elegittimazione della politica. L’altra via e’ quella dellapresa di coscienza critica che bisogna ritornare allapolitica come ”partecipazione” e ”condivisione” che trovala sua fonte nella ”solidarieta”’ sociale oppostaall”’egoismo sociale” che per Bersani e’ all’origine dellacrisi o quanto meno del suo pericolosissimo aggravarsi. Inaltre parole un ritorno a quei partiti delineati dallaCostituzione come diatori tra la societa’ e la politica.

E’ qui il nocciolo duro del messaggio politico di Bersaniche chiede agli italiani un’assunzione di responsabilita’ conla rinuncia all’illusione diffusa dal ”populistamiliardario” dei soldi facili per tutti e della vita in rosae di successo proposta dalle televisioni e dai media votatiai gossip.

La strada proposta e’ certamente in salita, ma ha la suapraticabilita’, promette Bersani che per quanto riguarda lacrisi indica la via di ”rigore e investimenti”. Il rigoree’ quello illustrato della serieta’ e onesta’, gliinvestimenti sono le iniziative di un programma economico che”deve dare un po’ di lavoro”. E il lavoro e’ assunto comecentralita’ dell’azione del governo che Bersani si augura diguidare: ”tutto deve essere finalizzato a dare lavoro”. Sitratta di ”politiche attive” spiega Bersani che devonomettere a disposizione delle piccole e medie imprese dellaliquidita’, un sostegno per il quale prevede l’emissione dibuoni dedicati fino ad un valore di 10 miliardi l’anno percinque anni. Sul modello del roosveltiano New deal, Bersanipensa anche ad un piano di opere da affidare ai comuni per iquali prevede uno sblocco del fiscal compact interno. Altrerisorse sono individuate nell’economia verde, nellariqualificazione del costruito e in un deciso ammodernamentodelle infrastrutture, materiali e innateriali, come i catastie la banda larga. Bersani aggiunge poi una seria politicaindustriale in grado di dare sicuri riferimenti alle imprese,ma anche politiche territoriali. Dal lato delle risorse, oltre alle razionalizzazioni,prevalentemente nella spesa, nella pubblica amministrazione enelle societa’ a partecipazione pubblica, Bersani ha indicatol’importanza dell’uso dei fondi europei traizionalmente pocosfruttati dall’Italia e in una ”fedelta’ fiscale” che ”seanche arrivasse a tre punti in meno della media europea cimetterebbe al sicuro”.

Altre risorse sono indicate nelle leggi che dovrannogarantire prassi di legalita’ (reintroduzione del falso inbilancio e una seria legge sul conflitto di interessi) e diattuazione dei diritti (dalle donne, agli immigrati, alleunioni civili, al diritto allo studio, alla salute).

E’ un carico pesante quello che Bersani pensa di caricaresulle spalle del prossimo (auspicabilmente suo) governo: ungoverno, come e’ solito dire, di ”ricostruzione politica,sociale ed etica”, un ”governo di combattimento” chepermetta di arrivare ad una ”alternativa di sistema”.

Bersani non ignora infine che la modernizzazione del paesenecessita un piano di riforme istituzionali: una nuova leggeelettorale, la fine del bicameralismo perfetto con una Camerapolitica (che da la fiducia al governo) e un Senato dellerappresentanze territoriali (regioni), un governo potenziatonei suoi poteri con un parlamento altrettanto rafforzato nelpotere di controllo e di indirizzo.

L’insieme e’ un programma possibile? Solo i prossimi annipotranno dare una risposta. Quel che e’ certo e’ che Bersanisi propone come seria e vera mediazione tra la societa’ e lapolitica con le sue istituzioni. Un rapporto che e’pericolosamente in crisi, al limite della rottura con nuovisbocchi nel populismo.

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