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Mercoledì 13 febbraio 2013 - 20:07

Intelligence: Massolo, decisore politico indichi priorita’…(1 upd)

+++Frattini, ”e’ unico strumento per prevenireattentati”+++.

(ASCA) – Roma, 13 feb – L’attivita’ di intelligence (illavoro di quelli che una volta venivano chiamati servizisegreti) ”e’ cambiata” e si trova a fronteggiare nuoveminacce, dalla Rete agli attacchi ”non piu’ solo allasicurezza fisica, allo Stato ma al sistema-paese nel suoinsieme, alla sua competitivita”’. Per questo ”c’e’ bisognodi avvicinare l’intelligence al decisore politico per averele priorita’ della propria azione”. Lo affermal’ambasciatore Giampiero Massolo, Capo del Dipartimento delleinformazioni per la sicurezza (Dis) intervenendo allaconferenza su ‘Le sfide della nuova intelligence’,organizzata dalla SIOI, la Societa’ Italiana perl’Organizzazione Internazionale presieduta dall’ex ministrodegli Esteri e gia’ presidente del Comitato parlamentare dicontrollo sui servizi segreti, Franco Frattini. Lo stesso Frattini, aprendo la conferenza, sottolinea comeil sistema di intelligence sia ”non solo uno degli assifondamentali della sicurezza del sistema-paese ma lostrumento imprenscindibile per l’adozione di decisioni adalto livello. Decisioni che indicano nell’intelligencel’unico strumento per prevenire attentati, per arrivare allasicurezza generale”.

Massolo spiega che ”la nuova intelligence cambia, si e’evoluto il concetto di minaccia”. La sicurezza ormai ”e’difesa non necessariamente al cippo del confine di Tarvisioma piu’ lontano. Poi c’e’ la Rete, dove non c’e’ minaccia cheregga. Ancora – dice l’ambasciatore – la minaccia non arrivapiu’ solo da altri Stati, dai competitori ma da gruppi dipersone, a volte da singoli individui. Infine la minaccia none’ piu’ solo alla sicurezza fisica, allo stato sovrano ma alsistema-paese, alla competitivita’ dello stato stesso”. Conquesti nuovi scenari ”viene messa a repentaglio lapossibilita’ di offrire ai cittadini sicurezza fisica ma nonsolo”.

La crisi economica e finanziaria che sta attraversandol’Italia, spiega Massolo, ”ha fatto da moltiplicatore deirischi nel nostro paese. Innanzitutto si e’ accentuata lavulnerabilita’ strutturale del nostro modello produttivo. Insecondo luogo c’e’ maggiore esposizione delle nostre aziendeallo spionaggio industriale. Infine, la crisi ha alimentatoil disagio sociale”. L’attivita’ di intelligence quindi,prosegue Massolo, ”deve cercare nuovi compiti, nuoveresponsabilita’, affinare la ricerca, leggere piu’informazioni possibile”. A tutto questo, si domanda retoricoil capo del Dis, come ci si organizza? Per Massolo ”c’e’bisogno di avvicinare l’attivita’ di intelligence al decisorepolitico”, in modo da ”avere le priorita’ affinate persvolgere la propria azione. Questa forte vicinanza e’ uno deicardini dell’attivita”’. In questo momento, continua Massolo, ”il decisorepolitico chiede determinate cose all’intelligence.

Innanzitutto informazioni contestualizzate, con la drittagiusta al momento giusto per esempio in occasione di incontriinternazionali. Poi, cosa difficile da farsi, cercare diinfluire sulle situazioni sul terreno, indirizzare peresempio verso un certo comportamento un gruppo di insorti. Ede’ questa la sfida piu’ grande, l’obiettivo principale dellanuova intelligence”. fdv

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