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Martedì 12 febbraio 2013 - 08:43

Elezioni: dimissioni Papa e Sanremo, effetto sordina mediatica sul voto

(ASCA) – Roma, 12 feb – La notizia dell’annuncio delledimissioni di Benedetto XVI fa irruzione come un ciclone nelmondo della comunicazione. Sconvolge le priorita’ deinotiziari radiotelevisivi e l’ordine delle priorita’ che erafino a ieri dettato dalla campagna elettorale in corso.

Ieri sera i telegiornali hanno dedicato pochi flash alledichiarazioni dei leader politici. Raiuno ha cambiatopalinsesto con uno speciale di ”Porta a Porta”. Anche”Piazza pulita” su La7 e’ stata dedicata alle dimissionidel Papa. Tutti i programmi d’informazione sono statismontati e ricomposti come un puzzle. Per un giorno, ma ilfenomeno e’ destinato a durare, la campagna elettorale e’andata in sordina. La notizia sul Papa e’ arrivata ieri a Montecitorio alle11,46, mentre in Sala stampa i cronisti parlamentari stavanoseguendo in diretta le interviste dei leader alle radio oalle tv. Il primo flash e la successiva conferma di fontevaticana fa cambiare d’improvviso la giornata. Tutti i leaderpolitici nel giro di alcune ore prendono posizionesull’annuncio fatto da Benedetto XVI. Come verra’ detto ieri da molti ospiti negli ”speciali” diradio e tv e come si puo’ leggere in quasi tutti glieditoriali che appaiono oggi sui giornali, di colpo lanotizia delle elezioni politiche appare piccola piccola difronte a quella enorme e storica delle dimissioni del Papache ha precedenti solo risalendo a seicento anni prima conquelle di Celestino V. L’impatto nell’immaginario di credentie non credenti della notizia delle dimissioni di BenedettoXVI e’ fortissimo perche’ sembra aprire la via a un ulteriorerinnovamento della Chiesa rendendo piu’ umana e meno sacralela figura del Pontefice e aprendo scenari del tutto inediti(cosa fara’ l’ex Papa? Come convivera’ la sua figura conquella del nuovo Papa?). Questo stesso impatto apreinterrogativi sulla scelta di Benedetto XVI e divide tra chie’ d’accordo e chi no. Si tratta di una discussione destinataa protrarsi inevitabilmente nei prossimi giorni e apolarizzare l’attenzione di ognuno e dei media italiani einternazionali. C’e’ un’altra notizia, ovviamente imparagonabile a quellaproveniente dal Vaticano, che sposta l’attenzione mediaticaverso altro rispetto alla campagna elettorale: e’ quelladell’inizio oggi del Festival di Sanremo, tradizionaleappuntamento nazionalpopolare della canzone italiana che faascolti record e che e’ ritenuto il piu’ grande evento dellastagione televisiva dalla Rai.

L’avvio di Sanremo e’ accompagnato da polemiche. ”Penso chela decisione della Rai sia sbagliata perche’ non ci volevaniente a spostarlo di due settimane. Se il festival diSanremo diventa la festa dell’Unita’, credo che il 50% degliitaliani non paghera’ il canone”, ha dichiarato ieri SilvioBerlusconi. Replica Fabio Fazio, che presentera’ la rassegnacanora insieme a Luciana Littizzetto avendo stasera lacollaborazione di Maurizio Crozza: ”Ma quindi Berlusconi nonha ancora pagato il canone! Volevo ricordagli che c’e’ tempofino al 28 febbraio per farlo senza incorrere in ulteriorisanzioni”. Interviene Giancarlo Leone, direttore di Rai uno:”Non sara’ la festa dell’Unita’, ne’ un festival politico.

C’e’ una percezione sbagliata di un festival che vuol entrarea piedi uniti sulla politica. Non sara’ cosi’, avrete modo digiudicarlo. Dopo averlo visto, anche l’ex premier paghera’ il canone”.

Ribatte Berlusconi: ”Se Fazio mi invita a Sanremo? Andreiassolutamente subito. Potrei anche presentare una mia canzonee cantarla”. Giorgio Lainati, deputato del Pdl che fa partedella commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, in unanota parla di ”emergenza democratica” e invita i ”padronimontiani della Rai a non permettere l’uso privato della Rai afavore di Bersani e Monti”. Dice Fazio: ”Tv pubblica vuoldire che e’ di tutti, e quindi si puo’ dire tutto.

Rispetteremo la par condicio, ma non possiamo essereimpermeabili a quello che accade fuori di qui”. DichiaraLittizzetto ”Se avessimo voluto fare politica, ci saremmocandidati: e invece io faccio il saltimbanco e lui ilpresentatore”. Le polemiche erano iniziate alcuni giorni fa, quandoBerlusconi aveva detto in una intervista al ”Messaggero”:”Sanremo andava assolutamente spostato. E’ incomprensibilela decisione della Rai, tanto piu’ che ci stiamo giocando ilnostro futuro con le prossime elezioni. Si aggiunge alla parcondicio e complica la possibilita’ di comunicare”.

Rispondeva Fazio: ”Berlusconi ha detto che Sanremo andavaspostato: ma dove? Aspettiamo proposte”. Il leader del Pdlaveva poi detto nella trasmissione ”Leader” di venerdi’scorso su Raitre. ”Sanremo attirando a se’ tutto lo share tvcon ascolti fantastici va spostato: gli interventi deipolitici in concorrenza con Sanremo avranno pochissimoascolto”. Previsione attendibile sugli ascolti quella del presidentedel Pdl. Il sorteggio ha infatti deciso che i tre leader dicoalizione in competizione tra loro si scontreranno con ilFestival. A Silvio Berlusconi, Pier Luigi Bersani e MarioMonti sono infatti toccate le conferenze stampa su Raidue tramartedi’ 12 e giovedi’ 14 febbraio, tra la prima e la terzaserata del Festival. Per rifarsi con gli ascolti, Berlusconi,Bersani e Monti hanno a disposizione le conferenze stampa tvin programma il 22 febbraio, ultimo giorno di campagnaelettorale. gar/res

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