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Martedì 12 febbraio 2013 - 19:13

Elezioni: Bersani, dalla crisi si puo’ uscire ma senza favole

+++Solo con la serieta’ e calibrando tutti gli interventi sullavoro+++.

(ASCA) – Roma, 12 feb – ”Dalla crisi possiamo uscire, macerto non possiamo farlo con le favole o con i conigli tiratifuori dal cappello”.

Lo ha ribadito il segretario del Pd e candidato premierdel centrosinistra Pier Luigi Bersani, intervenendo a Cataniaad una manifestazione elettorale.

Ancora una volta Bersani ha tenuto a sottolinearel’esistenza di due visioni sociali e politiche alternative,una, quella della destra, ”populista e demagogica” chepromette soluzioni non legate alla realta’ come i 4 milionidi posti di lavoro o l’abolizione di Imu, Irap e quant’altroper una cifra tale che porterebbe l’Italia a ”sbatterecontro un muro” e ad andare ad una ”catastrofe”.

I promotori di questa linea sono gli stessi, ha ricordato,che ”dicevano che la crisi era psicologica, che i ristorantierano pieni” e che tutto era una questione di ottimismo.

”Per questi qui -ha commentato Bersani- ci sara’ pure ungirone dell’inferno!”.

L’altra via, ha aggiunto, e’ quella della ”serieta”’ del”non fare promesse che non si possono mantenere” e puntaread una ”maggiore eguaglianza” ed ”equita”’ nei confrontidi tutti i cittadini. Una strada che che si basa su”moralita’ e lavoro” come criteri guida per fare rinascereil Paese non solo economicamente, ma anche socialmente epoliticamente.

A ben vedere le due strade, ha detto Bersani, sono duealternative tra una ”concezione individualista e di egoismosociale” ed un’altra che fa leva sul ”senso di benecomune” sul ”concetto di solidarieta”’ e soprattutto che”il paese e’ uno solo e non diviso in due come vorrebberoloro”.

Ribadendo che occorre coniugare il rigore a investimentiche siano in grado di innescare una ripresa economica che ciporti fuori dalla crisi, Bersani ha colto l’occasione perreplicare nuovamente all’accusa di infantilismo che gli e’stata mossa da Monti per la sua valutazione di vittoria diPirro per le conclusioni del vertice intergovernativo sulbilancio europeo. ”Non capisco come Monti scopra da qualchetempo tutti questi nostri difetti, ma non mi e’ sembrato diessere infantile quando abbiamo detto ‘siamo leali’ verso ilgoverno tecnico di Monti: non mi pare che ci siagenerosita”’ nei nostri confronti.

Anche sulle capacita’ di riforma e innovative, Bersani hacolto lo spunto per una polemica verso Berlusconi ma ancheverso Monti. ”A Monti chiedo quante donne portera’ inparlamento e a Berlusconi -ha detto Bersani- chiedo quantebambole portera”’. Ma ne ha avuto pure verso Grillodicendogli ”tu i parlamentari li nomini come faBerlusconi!”.

Ribadendo il No alle proposte di chi ”vuol farci credereagli asini che volano” Bersani ha nuovamente illustrato imaggiori interventi che mettera’ in cantiere un suo governo:leggi sul falso in bilancio, contro il conflitto diinteressi, anticorruzione, leggi contro il voto di scambiomafioso, una ”guerra senza quartiere” alla criminalita’organizzata, leggi a tutela e riconoscimento dei diritti, unalegge sulla rappresentanza dei lavoratori, sui diritti per lecoppie omosessuali, diritto allo studio e diritto dicittadinanza.

Come finanziare le riforme e i provvedimenti di rilancioeconomico? Bersani ha spiegato che oltre a 4 o 5 fonti lapiu’ grossa deve essere la fedelta’ fiscale da perseguire coni sistemi in uso nei paesi europei, a partire dalla riduzionedella circolazione del denaro.

Ironizzando sulla proposta di Berlusconi di tassare icapitali in Svizzera, Bersani ha spiegato che si puo’promettere il rientro dei capitali facendo pagare il dovuto epromettendo di non perseguitare. Altri interventi indicatisono stati il credito d’imposta, emissioni mirate di titolidi Stato dedicate alle Pmi, una serie di piccoli investimentia livello territorale (quello che e’ stato definito il metododel new deal), riduzione delle spese militari, green economy,un piano di riqualificazione territoriale dell’esistente,investimenti nelle infrastrutture.

Un quadro che per Bersani non rappresenta solo un piano digoverno ma soprattutto una alternativa ad un sistema cheoltre a rivelarsi inefficace ha portato il Paese all’orlo delfallimento, del disastro.

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