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Martedì 12 febbraio 2013 - 13:05

Dossetti: la Camera lo ricorda con un convegno nel 100* dalla nascita

+++Il ricordo di Fini, Prodi, Castagnetti oltre gliinterventi di storici e giuristi+++.

(ASCA) – Roma, 12 feb – Il ruolo e l’incidenza di GiuseppeDossetti nella nascita della Repubblica e in particolarenella elaborazione della Costituzione, e’ stato al centro delconvegno organizzato alla Camera (Sala della Regina) daltitolo ”Il ricordo della Camera dei deputati – DossettiCostituente – La politica fra Costituzione e orizzonteinternazionale”. L’evento e’ stato organizzato dal Comitatoper le celebrazioni del centenario della nascita di GiuseppeDossetti e la Fondazione per le scienze religiose GiovanniXXIII.

Il convegno, alla presenza del presidente della RepubblicaGiorgio Napolitano, e’ stato introdotto dal presidente dellaCamera Gianfranco Fini e ha visto gli interventi delpresidente emerito della Consulta Alfonso Quaranta, ilsegretario della Fondazione per le scienze religiose GiovanniXXIII Alberto Melloni, Paolo Pombeni docente di storia deisistemi politici e Pietro Rescigno professore di dirittocivile.

”Non e’ facile racchiudere in poche parolen -hasottolineato Fini- una figura cosi’ ricca e nello stessotempo cosi’ nitida come quella di Giuseppe Dossetti. Laprofondita’ del suo pensiero, il rigore della suapersonalita’, il suo impegno politico che faceva tutt’uno conil suo fervore religioso compongono l’ammirevole unicita’ delsuo percorso nella storia del Novecento italiano, di cui e’stato uno dei piu’ coerenti e appassionati interpreti”.

”Dossetti -ha aggiunto Fini- e’ stato tra coloro che piu’intensamente hanno rappresentato l’ansia di rinnovamentosociale e ideale della societa’ italiana, negli anni crucialidel dopoguerra, della Ricostruzione e dell’AssembleaCostituente, di cui e’ stato attivo protagonista comecomponente della Commissione dei 75. La sua idea che larinascita sociale ed economica dell’Italia dovesse essereinseparabile da un processo di rinnovamento morale e civiletrovo’ intensa espressione nella sua concezione dellaCostituzione, che Dossetti non vedeva soltanto come la leggefondamentale del nuovo Stato italiano, ma anche come la baseideale e culturale su cui edificare una nuova societa’,inclusiva, coesa, solidale”.

”Al di la’ del giudizio storico politico sulla dialetticainterna alla Dc del dopoguerra, quello che e’ interessanteporre oggi in rilievo e’ il fatto che, nell’esperienza diDossetti, si e’ rivelata in modo particolarmente evidente latensione, propria e delle forti passioni politiche delNovecento, tra la forza delle aspirazioni ideali e ilrealismo dovuti alle condizioni storiche” ha detto Fini checitando Pietro Scoppola ha concluso: ”’In un certo senso-osservo’ al riguardo lo storico Pietro Scoppola – Dossettisimbolizza la storia non realizzata, le potenzialita’inespresse di un certo filone del cattolicesimo democratico.

La sua rinuncia ha mantenuto viva nel mondo cattolico unatensione verso obiettivi piu’ alti, piu’ coerenti, piu’nobili’. Ancor oggi la forte tensione ideale espressa daDossetti rappresenta un valido insegnamento che egli halasciato all’intera comunita’ politica italiana, sia nellesue componenti cattoliche sia in quelle laiche. Uninsegnamento da non disperdere e da trasmettere alle nuovegenerazioni”.

Romano Prodi, in un messaggio, ha osservato come ”la suaattivita’, i suoi interessi, la sua passione per la Chiesa,il suo amore per gli uomini sono oggetto ancora oggidiricerche storiche e studi teologici. Ne e’ prova lastraordinaria quantita’ di iniziative e incontri che laFondazione per le scienze religiose fondata nel 1956 dallostesso Dossetti ha programmato per celebrare il centenario.

Decine di appuntamenti col pensiero, la parola e lafgestualita’ espressiva di un uomo che ha messo tutto sestesso e tutte le sue forze al servizio degli altri.

Ricordare dossetti che gli amici chiamavano Pippo rievoca lepagine piu’ nobili della storia contemporanea, dalla lottapartigiana per la liberazione alla Costituzione, al ConcilioVaticano Ii e alla fondazione di una comunita’ monastica chevive ed opera ancora tra le montagne del bolognese dove ebbeluogo una delle piu’ efferate stragi naziste”.

Prodi ha quindi ricordato l’impegno di Dossetti per lapace nel mondo e i suoi contributi alla cultura giuridica.

”Dossetti -ha sottolineato Prodi- ha vissuto conun’intensita’ straordinariaogni dimensione e rapporticomplessi, alimentandosi di una spiritualita’ e una fedeantiche e totali. Ci lascia il dono di indsegnamenti grandiin campo etico e civico. Gli dobbaimo tutti molto di cio’ chedi buono sappiamo essere. Abbiamo il dovere di trasmetterlonella forma piu’ autentica a chi non ha avuto la gioia diconoscerlo”.

Paolo Pombeni ha tra l’altro ricordato come Dossetti fosseconvinto e abbia teorizzato che lo Stato deve portare l’uomoalla felicita’. Era un uome che ”sentiva l’urgenza dipartecipare a quello che avvertiva come un tornante epocale”arrivando a parlare di ”crisi globale del quadrointernazionale, dominato dalla guerra fredda”.

Pietro Rescigno ha tra l’altro ricordato il ruolo allaCostituente con un ”apporto decisivo sulla definizione deirapporti tra Stato e Chiesa” con la costituzionalizzazionedel ”principio pattizio” tra le due parti.

Un particolae contributo giuridico e’ poi stato quellodella definizione della ”eguaglianza sostanziale” deicittadiniche ”completava l’idea liberale di eguaglianzaformale di fronte alla legge”.

Altro aspetto di alta sensibilita’ giuridica e’ poi statoindicato nel suo discorso in difesa della Costituzione inanni recenti.

Per Alberto Melloni Dossetti puo’ essere considerato un”grande del ‘900” e un ”faro della cultura italiana”. Haspeso la sua vita, ha aggiunto Melloni, in difesa dellaCostituzione dagli attacchi della destra palese e occulta ein difesa della Chiesa dall’agnosticismo. Sintetizzando, perMelloni a Dossessi lo Stato deve l’articolo 7 dellaCostituzione (principio pattizio) e la Chiesa l’articolo 8(sulla liberta’ religiosa).

”E’ sicuramente un protagonista della storia dellaRepubblica” ha detto a margine del convegno Pier LuigiCastagnetti che ha aggiunto: ”pur non essendo stato un padreconciliare -fu comunque molto vicino al cardinale Lercaro- e’finito anche per essere un protagonista del Concilio”. Dalpunto di vista politico e civile, ”se abbiamo avuto laRepubblica -ha detto ancorta Castagnetti- lo dobbiamo a lui.

Da vicesegretario della Dc contrasto’ la scelta di De Gasperidi essere neutrali per tenere l’elettorato del Mezzogiornopiu’ orientato sulla monarchia. E Dossetti si impegno’ in unmodo intensissimo al punto che se oggi abbiamo la Repubblica,molto lo dobbiamo a lui. La stessa cosa vale anche per laCostituente e la Costituzione”.

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