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Sabato 9 febbraio 2013 - 16:37

Rue Wiertz: Pittella, per l’Ue bilancio striminzito e sconfitta storica

(ASCA) – Roma, 9 feb – ”Comprendo la soddisfazione delgoverno italiano per aver ridotto i tagli ai sussidi perl’agricoltura e incrementato lievemente i fondi per ilMezzogiorno, ma da un governo europeista mi sarei aspettatouna spinta piu’ forte nella trattativa che ha portato alladefinizione di un bilancio europeo striminzito e addiritturaper la prima volta con un volume complessivo ridotto,rispetto al periodo di programmazione precedente”. E’ ilcommento di Gianni Pittella, vicepresidente vicario delParlamento europeo, all’accordo di ieri sul bilanciopluriennale dell’Ue.

”L’accordo che ha reso felice il premier inglese Cameron- spiega Pittella -, con la conferma da parte del Consiglioeuropeo di tutti gli sconti e i privilegi strappati dalgoverno della signora Tatcher negli anni ’80 e da allora mairidiscussi, e’ una sconfitta storica per l’Europa intera. Ilbudget a disposizione delle istituzioni europee percombattere la disoccupazione con interventi per la crescita erilanciare il vecchio continente nella dura concorrenzaglobale si e’ dimezzato. Siamo arrivati, dopo una maratona di25 ore che ha impegnato in una trattativa serrata i leader di27 Stati, a mettere insieme poco piu’ di 900 miliardi di euroda spendere in sette anni”.

”Per avere un’idea di quanto ci sia di ideologico eantieuropeista in quel piangere miseria e nella successivasoddisfazione della signora Merkel e di Cameron – sottolineail vicepresidente vicario del P.E. -, basta paragonare ilbudget messo a disposizione delle istituzioni dell’Europa a27 al bilancio di un ente locale italiano, la Regione Lazio,che per il 2012 in termini di cassa ha superato i 36miliardi. Anche il governo italiano si ritiene soddisfatto ediciamo che rispetto a quanto si era prefigurato nel verticefallito di novembre per il nostro paese poteva andarepeggio.

Allora i tagli a carico dell’Italia rispetto al bilancioprecedente ammontavano a 3,5 miliardi. Ce li hanno abbonaticon una pacca sulle spalle, facendoci i complimenti peressere riusciti a farci ridurre la nostra contribuzione nettadi 400 milioni”. ”Rispetto sempre alla bozza messa a punto dal presidentedel Consiglio europeo Van Rompuy – prosegue Pittella -, ifondi per la nostra agricoltura scendono ma i fondistrutturali per le regioni sottoutilizzate si rimpinguano diqualche centinaio di milioni. Ben magra consolazione sepensiamo che per ogni euro destinato dall’Europa ai nostriprogetti di sviluppo l’Italia deve investire altrettanto. Unmeccanismo in questi tempi di crisi gia’ irrigidito che e’stato reso inutilizzabile dal governo Berlusconi. Lacompartecipazione dei fondi italiani e’ stata usata infattidal 2008 come un bancomat per chiudere le falle nel bilancionazionale aperte dalle promesse elettorali della precedentetornata: dall’abolizione dell’Ici sulle seconde case, ville ecastelli, al pagamento delle multe sulle quote latte e aibuchi nelle casse dei comuni ‘amici’ di Catania, Palermo eRoma. Il risultato e’ che attualmente la percentuale deifondi europei stanziati nella programmazione 2007-2013 spesial 31 dicembre da enti nazionali e locali, a meno di un annodalla fine della programmazione, sono arrivati appena al 37%nel 2012, peraltro ‘annus mirabilis’ per la politica dicoesione italiana grazie alla forte accelerazione impressaagli impegni di spesa in nuovi progetti dal ministro FabrizioBarca”. Per Pittella, quindi, ”dobbiamo uscire dalla logicanazionale del chi ci perde e chi ci guadagna e passareall’ottica della crescita del valore aggiunto europeo, se nonmettiamo a disposizione dell’Unione i mezzi necessari perrealizzare gli obiettivi comuni non ci possiamo meravigliaredella sfiducia dei cittadini verso le istituzioni diBruxelles. E’ scandaloso il dimezzamento delle risorse per leinfrastrutture logistiche, energetiche e telematiche, come e’da stigmatizzare la riduzione dei fondi per gli aiuti allosviluppo che rappresentano un importante strumento dipolitica estera per l’Europa. Il Parlamento europeo nonpotra’ dare il suo assenso a questo accordo incurante dellacrisi sociale ed economica che attraversa l’Europa. La veratrattativa inizia ora”.

per/mau

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