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Mercoledì 6 febbraio 2013 - 10:12

Famiglia: Istat, in Abruzzo crescita piu’ alta redditi lavoro dipendente

(ASCA) – Roma, 6 feb – I redditi da lavoro dipendente sono lacomponente piu’ rilevante nella formazione del redditodisponibile delle famiglie (a livello regionale la loroincidenza sul reddito disponibile varia tra il 51 e il 67%).

Nel 2011, su base nazionale, tale flusso e’ aumentatodell’1,7% rispetto al 2010. L’incremento e’ stato piu’consistente nel Nord-est (+3,1%), dove tutte le regioni hannoregistrato una crescita superiore alla media nazionale, adeccezione del Friuli-Venezia Giulia (+0,9%). All’opposto, ladinamica e’ particolarmente contenuta nel Mezzogiorno(+0,6%), dove varie regioni segnano diminuzioni del redditoda lavoro dipendente: -2,4% in Calabria, -1,6% in Molise e-0,5% in Sicilia; l’Abruzzo, in controtendenza, presental’incremento piu’ alto del Paese (+4%). Lo segnala l’Istatnel report sui redditi delle famiglie nelle regioniitaliane.

Nel 2011 il reddito misto, che rappresenta il risultatodell’attivita’ imprenditoriale svolta dalle famiglie nellaloro veste di produttori, ha ripreso a crescere in tutte leregioni. L’aumento e’ superiore a quello medio nazionale(+3,1%) nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno (rispettivamente+3,9% e +3,5%) e inferiore nelle regioni del Nord-est e delCentro (+2,3% e +2,1%). Nel Nord-ovest si segnala, inparticolare, la dinamica accentuata di Piemonte (+4,1%) eLombardia (+3,9%). La performance media del Mezzogiornosottende, invece, una maggiore eterogeneita’ dei risultati,con tassi di crescita del reddito misto molto elevati inCalabria (+7,9%) e Basilicata (+7,6%) e ben inferiori allamedia in Sicilia (+1,7%) e Campania (+1,9%). Trento e’l’unica area del Paese in cui il reddito misto segna unacrescita nulla.

Il reddito che deriva alle famiglie dalla proprieta’ diabitazioni e’ la componente principale del risultato lordo digestione che, nel 2011, e’ cresciuto su base nazionale del4,6%. L’aumento piu’ marcato si e’ registrato nel Nord-est(+5,9%), con dinamiche particolarmente elevate in Veneto(+6,8%) e nella provincia di Trento (+6,7%). Nel Nord-ovest,tale componente del reddito disponibile e’ aumentata del4,5%, con un risultato piu’ favorevole per la Lombardia, dovel’incremento e’ stato pari al 5%. Piu’ lenta della medianazionale e’ stata, invece, la crescita nel Centro e nelMezzogiorno (+4% in entrambe le circoscrizioni). Nel Centrotutte le regioni hanno segnato variazioni inferiori allamedia: la piu’ bassa si registra in Toscana (+3,1%), la piu’alta nel Lazio (+4,7%). Nel Mezzogiorno, a incrementirelativamente elevati in Puglia (+6,8%), Calabria (+6,4%) eSardegna (+5,3%) si contrappongono dinamiche molto inferiorialla media nazionale in Sicilia (+1,7%) e Abruzzo (+2,8%).

La struttura dei redditi delle famiglie e’ caratterizzata dauna elevata variabilita’ della dinamica dei redditi dacapitale, che comprendono interessi, dividendi e altri utilidistribuiti dalle societa’ e dalle quasi-societa’, oltre aifitti di terreni e ai rendimenti imputati delle riservegestite dalle imprese di assicurazione in favore e per contodegli assicurati. A livello nazionale, nel 2011, i redditi dacapitale sono diminuiti dello 0,9%, con cali piu’ ampi nelNord-est e nel Nord-ovest (rispettivamente dell’1,4% edell’1,1%). La diminuzione e’ stata piu’ contenuta nelMezzogiorno (-0,8%) e, soprattutto, nel Centro (-0,2%) che habeneficiato del risultato in controtendenza registrato nelLazio (+1,1%). Generalmente il flusso netto di redditi percepiti (il”reddito primario”) risulta superiore, seppure in misuradiversificata al reddito disponibile delle famiglie. Taledifferenza e’ dovuta, da un lato, al processo diredistribuzione operato essenzialmente dalle AmministrazioniPubbliche attraverso il prelievo di imposte e contributisociali, dall’altro all’erogazione di prestazioni sociali. Nel 2011 l’aumento delle prestazioni sociali nel Nord-ovest enel Nord-est e’ stato superiore a quello medio nazionale(pari al 2,4%), con incrementi rispettivamente del 3,1 e del2,7%; in particolare Lombardia (+3,2%), Veneto e Liguriahanno mostrato le crescite piu’ marcate (entrambe +3,1%).

Aumenti meno consistenti si sono registrati nel Centro e nelMezzogiorno (+1,9% in entrambe le ripartizioni), a causa, inparticolare, della dinamica contenuta dei flussi in entrataalle famiglie del Lazio (+1,5%) e della Sicilia (+0,9%). Nel 2011 le imposte correnti pagate dalle famiglie sonoaumentate a livello nazionale dello 0,6%. La loro incidenza,misurata sul reddito disponibile al lordo delle stesseimposte, e’ diminuita dello 0,2% a livello nazionale (da14,9% a 14,7%) in maniera pressoche’ uniforme in tutte leregioni. Tale incidenza si conferma maggiore nelle regionisettentrionali, con i valori piu’ elevati in Lombardia(16,5%) e in provincia di Trento (16,4%), e minore nelleregioni meridionali, con i valori piu’ bassi in Basilicata(11,7%) e Calabria (11,3%). rus

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