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Martedì 5 febbraio 2013 - 13:17

Province: Saitta (Upi), in cinque anni 44% in meno investimenti

(ASCA) – Roma, 5 feb – ”I tagli ai bilanci e i vincoliimposti dal patto di stabilita’ hanno fatto crollare lacapacita’ di investimento delle Province di oltre il 44% inmeno in soli 5 anni. Il risultato di queste scelte e’ statoil progressivo impoverimento del tessuto economico deiterritori e il continuo indebolimento della rete di servizisociali garantiti ai cittadini. Con un crollo degliinvestimenti locali di questa portata non c’e’ alcunapossibilita’ di ripartire”. Lo dichiara il presidente dell’Upi, Antonio Saitta, ribadendole proposte al futuro Governo, che l’Associazione ha volutorilanciare anche attraverso la campagna di informazione suquotidiani, web e radio. ”Facciamo ripartire gli investimenti delle Province – diceSaitta – e’ il messaggio che abbiamo voluto fare arrivare aifuturi candidati a Governo e Parlamento, ed e’ un messaggioche va a sostegno, prima di tutto, della rete delle piccole emedie imprese italiane, che sono le prime vittime di questoassurdo patto di stabilita’ che lascia oltre 2 miliardi dieuro inutilizzati nelle casse delle nostre amministrazioni.

Abbiamo progetti pronti nei cassetti che non possiamo farepartire e opere ferme o rallentate perche’ non ci e’ permessopagare gli stati di avanzamento lavoro. Se potessimoutilizzare le risorse bloccate dal patto per aprire icantieri otterremo il duplice risultato di sostenere losviluppo locale, salvando migliaia di posti di lavoro, eassicurare l’ opera indispensabile di manutenzione e messa insicurezza di strade e scuole. Anche perche’ le Province hannogia’ avviato una operazione importante di riqualificazionedella spesa: dal 2008 ad oggi il nostro livello di spesacorrente, quella cioe’ piu’ rigida, destinata al pagamentodegli stipendi del personale e alla gestione ordinaria dellamacchina amministrativa e’ scesa di ben oltre il 12%. Non cisembra ci siano altre istituzioni che abbiano fatto lostesso, anzi, nel resto della Pubblica amministrazione questocapitolo continua a salire”. Per questo le Province hanno definito alcune proposteindispensabili per sostenere la ripresa degli investimenti, apartire da un radicale ripensamento del patto di stabilita’interno, che e’ il primo freno per le amministrazioni locali.

”E’ necessario liberare almeno parte dei residui di partecapitale che sono nelle casse degli enti – spiega Saitta – eprevedere il patto che sia allentato a fronte di operazionidi riduzione del debito che gli enti hanno realizzato inquesti anni, almeno per far fronte alla ripresa degliinvestimenti. Cosi’ come occorre rivedere i tagli impostidalle manovre economiche alle Province, che rischiano dimandare in dissesto gli enti, e abbandonare la strada deitagli lineari, prevedendo piuttosto criteri che tengano contodei diversi ruoli e delle funzioni svolte nelle diverseRegioni.

”Dopo l’appello che abbiamo lanciato sulla messa insicurezza delle scuole pubbliche – conclude il Presidentedell’Upi – ci sembra che questo tema stia cominciando adentrare nei dibattiti dei candidati alle prossime elezioni ,fin qui troppo poco centrati sui servizi ai cittadini. Anchesulla ripresa degli investimenti ci auguriamo che siacompreso il legame imprescindibile che queste misureavrebbero per favorire lo sviluppo economico locale”. com/rus

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