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Lunedì 4 febbraio 2013 - 13:59

P.A.: Bersani, riorganizzarla con progetto industriale e innovazione

(ASCA) – Roma, 4 feb – ”Il tema dell’Agenda Digitale e’ unodei piu’ importanti per la crescita: bisognera’ partirefissando degli obiettivi piu’ precisi e dare una visione piu’chiara. Ad esempio, puntando alla formazione perche’ quandol’economia riprendera’ a ‘tirare’ serviranno competenzetecniche aggiornate e diffuse, anche favorendol’aggiornamento dei professionisti usciti temporaneamente dalmondo del lavoro. E’ un tema completamente saltatonell’agenda italiana”. Lo scrive il segretario del PdPierluigi Bersani in un articolo pubblicato oggi sul Corrieredelle Comunicazioni.

”Sin da subito accanto ai decreti attuativi bisognera’capire se saranno necessarie integrazioni o miglioramenti.

Non ci siamo appassionati all’Agenzia Digitale. In Italia -continua Bersani – quando le cose non vanno si cambia il nomedi organismi o si inventano strutture, invece di affrontare iproblemi. Il nodo e’ avviare un progetto di riorganizzazionedella PA che tiene conto delle necessita’ della societa’moderna. Qualche ritocco alla Agenzia andra’ fatto. Nonservono faraoniche riforme, servono chiari obiettivi e lapossibilita’ di poter lavorare senza dipendere da fatticompiuti, pesanti condizionamenti di interessi. Ci vuole unmaggiore coordinamento delle iniziative, una maggioredeterminazione a raggiungere gli obiettivi nei tempi e neicosti previsti”.

”Nel 1998 il governo di centrosinistra istitui’ il Forumdell’Innovazione, un organismo alle dipendenze dellaPresidenza del Consiglio che raccoglieva gli attoriprincipali dalle imprese, agli esperti, ai professionisti, ailavoratori e i sindacati. L’idea del coinvolgimento e’importante per costruire una strategia condivisa e cheunifichi gli sforzi in un progetto comune. Ogni iniziativa -prosegue Bersani – dovra’ essere controllata nei tempi e neicosti per assicurare ai cittadini i servizi e i risultatiattesi. Non possiamo andare avanti con preventivipuntualmente stravolti o spendendo cifre enormi che nonproducono risultati. Personalmente ho presentato gia’ anni faun ddl sulla riforma dello sportello unico delle attivita’produttive che e’ decaduto con la caduta della precedentelegislatura mentre nel 2005, allora ancora come Democraticidi Sinistra, proposi i 10 punti per l’Italia digitale in cuisi parlava di procedimento unico attraverso un sistemainformativo unitario e di piano di condivisione di dati traamministrazioni. L’attenzione su questo tema e’ di vecchiadata.

Il problema dei finanziamenti e’ solo una parte delproblema.

Il tema centrale e’ come gestire meglio il denaro cheviene speso, oltre che la necessita’ di trovarne altro. Difronte ad una bacinella bucata ci poniamo prima il problemadi chiudere i buchi e poi quello di metterci acqua. Laspending Review ci da l’opportunita’ di capire come chiuderei buchi della bacinella e di capire quante risorse e doveservono. Si parte da li’.

E’ certamente necessario liberare le procedureburocratiche da quei vincoli eccessivi che ci possonoessere.

Bisogna tener conto di tutti i fattori, ma bisogna evitarevincoli che blocchino gli investimenti senza motivi. Pensosoprattutto alle frequenze che possono essere messe adisposizione della banda larga, compatibilmente ai limiti dipotenza fissati per preservare la salute dei cittadini”.

red/ceg/res

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