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Lunedì 4 febbraio 2013 - 13:41

Mps: D’Alema Pd non governa banca. Servono controlli piu’ penetranti

(ASCA) – Torino, 4 feb – Nel caso Mps la politica nonc’entra. Massimo D’Alema torna a scacciare le ombre che siaddensano sul rapporto tra politica e banche definendo lavicenda senese come un caso di cattiva gestione cosi’ comealtri ce ne sono stati nel mondo bancario ma senza alcunaresponsabilita’ da parte dei partiti e in particolare del Pdche non puo’ essere accusato di aver sostenuto la scalataUnipol a Bnl e allo stesso tempo averla ostacolata attraversoMps. Il problema e’ semmai anche quello dei controllisottolinea D’Alema e se Bankitalia non e’ in grado di farli”occorre essere piu’ penetranti”. ”Il nostro partito nongoverna nessuna banca – ha sottolineato D’Alema durante lapresentazione del forum internazionale ”Renaissance forEurope”, previsto l’8 e il 9 febbraio al Teatro Regio diTorino con Pier Luigi Bersani -Siamo stati noi quando siamostati al governo che abbiamo promosso con Amato e con Ciampile leggi per ridurre il peso delle fondazioni bancarie nelgoverno delle banche, noi. Chi impugno’ queste leggi fuTremonti”. ”Non sono i partiti, ma le istituzioni senesiche hanno il potere di nominare certi rappresentanti – haosservato D’Alema – , e sono state proprio le istituzionisenesi a volere il cambiamento, non i partiti. E’ stato ilsindaco della citta’ (Franco Ceccuzzi, ndr) a volere icambiamenti al vertice della banca, e questo cambiamento haconsentito di far luce su quanto e’ accaduto investendo delcaso la magistratura ”. Il problema secondo D’Alema non e’ del collegamento con lapolitica del sistema bancario, ma ”dell’uso che le banchefanno dei risparmi dei cittadini, l’efficacia dei controlli,e se Bankitalia non e’ in grado di fare i controlli occorreessere piu’ penetranti, le norme sui derivati. Io penso – haaggiunto – che se uno vuole giocare d’azzardo con i suoisoldi e’ libero di farlo, ma con i risparmi delle famigliedovrebbe essere proibito, i problemi che la vicenda di Sienasolleva sono questi. Vicende di questo tipo, come il casoParmalat o dei titoli argentini, – ha osservato ancoraD’alema – hanno riguardato anche banche in cui si ritiene chei partiti non c’entrino nulla, tuttavia non sono per questorisultate meno dannose per i risparmiatori. Noi – haproseguito D’alema – riteniamo che le fondazioni bancarie nondebbano avere il controllo delle banche, in questo quadroc’e’ solo l’eccezione di Siena, che deve essere superata eche sara’ superata nel senso che a Siena si parla di unaricapitalizzazione che mettera’ la Fondazione in unacondizione che non e’ piu’ quella di controllo della banca.

Questa e’ la strategia indicata dagli attualiamministratori” .

eg/red/bra

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