Header Top
Logo
Lunedì 26 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Giornalisti: Severino, trovare giusto equilibrio nel diritto d’informare

colonna Sinistra
Venerdì 1 febbraio 2013 - 18:52

Giornalisti: Severino, trovare giusto equilibrio nel diritto d’informare

(ASCA) – Roma, 1 feb – ”Sono trascorsi cinquant’anni daquando la legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti hagettato le basi di una chiarificazione giuridica dellaprofessione giornalistica. Una professione centrale nellavita democratica del paese, fonte di conoscenza e strumentodi formazione dell’opinione pubblica. Un ruolo delicato,dunque, che richiede preparazione e responsabilita’, anche inconsiderazione dei fondamentali valori con cui il giornalistae’ chiamato a misurarsi. Il diritto di manifestareliberamente il proprio pensiero e il correlativo dovere difornire un’informazione corretta e completa, il rispettodella dignita’ umana e della reputazione altruicostituiscono, infatti, i principali punti di riferimento perchi svolge con serieta’ e rigore tale professione”. Lo hadetto Paola Severino nel corso dell’incontro svoltosi alQuirinale in occasione dell’incontro tra il presidenteGiorgio Napolitano e i rappresentanti dell’Ordine deigionalisti. ”Nel corso di mezzo secolo l’informazione e’ cambiata -ha proseguito il ministro di Grazia e Giustizia – di paripasso con un mutamento del panorama editoriale, culturale epolitico del paese. Forse quella legge del 1963, allorafortemente voluta dal Ministro della Giustizia Guido Gonella,andrebbe aggiornata, nella piena consapevolezza cheun’informazione corretta e indipendente non puo’ prescindereda una formazione seria e qualificata, da nuove regole perl’accesso, da una coscienza professionale responsabile, danorme che impediscano quello che il presidente dell’Ordine,Enzo Iacopino, ha definito ‘lo sfruttamento del lavorogiornalistico’. Il DPR n. 137 dello scorso agosto hariguardato anche l’ordine dei giornalisti, con la previstaistituzione dei Collegi di disciplina territoriali e, tral’altro, l’obbligo di formazione. La norma ha interessatotutte le professioni vigilate dal Ministero della Giustizia edunque non poteva di certo tradursi in una riforma organicadella professione giornalistica. Una professione chiamata aconciliare valori ed interessi fondamentali, che trovanotutti la loro tutela in ambito costituzionale”.

Il guardasigilli ha poi continuato: ”I recentiavvenimenti e il dibattito scaturito ci confermano lanecessita’ di trovare un giusto bilanciamento tra ildiritto-dovere di informare e il diritto di ciascun cittadinoal rispetto della propria reputazione e dignita’. Ho piu’volte espresso la mia opinione sulla riforma della normativain materia di diffamazione: chi, come me, ha sempre ritenutoil carcere una extrema ratio, non puo’ che essere fermamenteconvinta della necessaria eliminazione della pena detentivaper i giornalisti. Tutto cio’ va equilibrato con il dirittodella vittima ad ottenere il giusto ristoro della propriaimmagine e reputazione se esse vengono lese da notizie falseo diffamatorie. Un ruolo centrale va dato alla rettifica, unamisura che se ben impostata potrebbe anche valere comeestinzione della procedibilita’ in sede penale, comesuggerito da alcuni autorevoli esperti della materia le cuitesi mi sento di condividere”.

Ha concluso il ministro: ”Ma e’ con altrettantaconvinzione che sostengo l’importanza del ruolo degliorganismi interni dell’Ordine, perche’ solo rafforzando illoro potere di vigilanza e consolidando il sistema dellesanzioni disciplinari e’ possibile garantire la correttezzadell’informazione e il rispetto delle regole deontologiche,che dovrebbero rappresentare l’ossatura di un sistema socialemoderno e democratico”.

com-gar/sam/ss

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su