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Venerdì 1 febbraio 2013 - 20:23

Elezioni: Bersani, in gioco non e’ solo governo ma il sistema politico

(ASCA) – Roma, 1 feb – ”Con queste elezioni non ci giochiamosolo un governo, ma anche la possibilita’ di esserealternativi ad un sistema politico degli ultimi 20 anni”.

Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani nelsuo intervento alla manifestazione elettorale di Firenzeinsieme a Matteo Renzi.

Non e’ nuova questa riflessione da parte di Bersani, marappresenta -al di la’ delle indicazioni programmatiche”tutte centrate sul lavoro e sulla ripresa”-, il pensierodi fondo del suo progetto politico che si puo’ riassumere inuna analisi preoccupata sullo stato della democrazia nelnostro Paese e sull’urgenza di dare un cambio, una sterzataal sistema politico a partire dal capitolo istituzionale edelle regole, a cominciare dai partiti. Al centro della valutazione di Bersani c’e’ quel fenomenodi ”personalizzazione” che e’ stato importato venti anni fada Berlusconi. Ma, ha avvertito, non si deve caderenell’errore di ritenere Berlusconi la grande minacciademocratica quanto il ”berlusconismo che ci ha portatoall’orlo del baratro”.

La personalizzazione della politica ha spiegato Bersani,che ha un suo riflesso nei nomi sui simboli dei partiti, haprodotto una ”rigidita’ pericolosissima dal punto di vistademocratico”. Il leader che si appoggia ad un populismoesasperato ”come lo mandi via?”. In un normale processodemocratico con la sua sostituzione, ma di fronte allarigidita’ del sistema ”che fai? lo ammazzi?”.

Il segretario democratico ha quindi ricordato ancora unavolta come Berlusconi sia caduto quando il disastro economicodel nostro Paese era vicinissimo e quando l’Europa ci haruvidamente chiamati alla responsabilita’. E’ li’, hasottolineato Bersani, che ”quei due” (Berlusconi eTremonti) sono stati costretti a firmare l’impegno alpareggio di bilancio nel 2013 ”cosa che non ha fatto nessunaltro Paese Ue” e che ci e’ costato 90 miliardi di euro.

La conseguenza di questa riflessione porta Bersani haindicare come obbligata la strada di una legislaturacostituente che possa cambiare in profondita’ il sistemapolitico per realizzare una democrazia piu’ moderna edevoluta a partire dalla soppressione delle forme politichepersonaliste.

Ancora una volta Bersani ha sintetizzato il suo pensierocon degli interrogativi: ”Via Berlusconi chi c’e’? ViaGrillo chi c’e’? Via Ingroia chi c’e’? Ma dopo Bersani chic’e’? C’e’ il Partito Democratico che oggi e domani si batteper un’Italia giusta” per una democrazia al livello diquelle europee.

Un capitolo particolare dell’intervento, e’ stato rivoltoda Bersani alle polemiche di questi giorni per le spese deiconsiglieri di opposizione della Lombardia. ”Quando devosentire un Maroni che parla della spesa di un consiliere di 2euro e sette per una Nutella -che sia vero o meno lo vedremo-non posso non ricordare che la Corte dei conti ieri hacertificato che la multa per le quote latte ci e’ costata 4,5miliardi di euro. Ora c’e’ chi ha preso le multe e non lepaga e lo fa con la complicita’ di Berlusconi e della Lega”.

4 miliardi e mezzo, ha sottolineato, che si sommano almiliardo e ottocento milioni pagati da chi ha compratoregolarmente le quote latte e che poi ha dovuto pure pagarela multa per i disonesti”.

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