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Venerdì 1 febbraio 2013 - 09:22

Crisi: Monti, unire riformatori per vera economia di mercato (Mattino)

(ASCA) – Roma, 1 feb – ”Cio’ di cui l’Italia ha bisogno e’diventare un Paese piu’ moderno, piu’ competitivo e piu’equo. Puo’ farlo solo costruendo una vera economia dimercato, che sia insieme sociale e competitiva. E non puo’darcela ne’ un polo di destra costituito da Pdl e Lega, ne’uno di sinistra fondato sull’alleanza tra Pd e Sel. Allorabisogna riunire le forze e le volonta’ riformatrici ecostituire una massa d’urto per superare le resistenze diinteressi costituiti delle lobby che ostacolano il progressodel Paese, la concorrenza e il merito”. Lo afferma ilpremier dimissionario, Mario Monti, in un’intervista a IlMattino, nella quale aggiunge che ”se riusciremo atrasmettere ai cittadini la chiarezza e la forza di questoprogetto, anche gli appartenenti alle categorie che frenanosaranno disponibili ad abbassare il ponte levatoio, adisarmare e a cedere qualcosa delle proprie protezioni,rendite e privilegi. Perche’ si convinceranno che c’e’ unaconvenienza per tutti a smantellare le tutele corporative e adiventare un Paese moderno che torna a crescere”.

Quanto alle riforme, secondo Monti ”ci sono riforme distampo liberale che erano state promesse da Berlusconi nel1994, come le liberalizzazioni, e mai compiute. Ma ci sonoanche altre riforme, come quella diretta a realizzare unsistema fiscale piu’ equo, che spingono verso un’economia ditipo sociale e che stanno piu’ a cuore a sinistra. Si trattain questo momento di elementi diversi ma indissolubilmentelegati. In un’economia sociale di mercato sana c’e’ laconcorrenza che crea qualita’ e competitivita’, pero’ ci sonoanche obiettivi sociali che non possono essere erogatiattraverso prezzi politici, interferenze, favori e clientele,ma devono passare attraverso un sistema fiscale trasparenteed equo”.

Per Monti, inoltre, ”quello delle alleanze e’ un discorsodel tutto prematuro, perche’ la nostra operazione va oltrequesta prospettiva elettorale e pattizia. Noi vogliamoportare in Parlamento esponenti della societa’ civile perche’esprimano una volonta’ fresca, non compromessa con il passatoe non condizionata dalle tradizionali clientele dellapolitica”. Per farlo servono ”due passaggi: il primo e’stato quello di convincere molte tra le forze migliori delPaese a lasciare le loro professioni per salire in politica;il secondo riguarda il rapporto con gli elettori, e abbiamoancora tre settimane di tempo per questa sfida. Le alleanzele valuteremo dopo, quando saranno visibili la nostrapresenza politica e i rapporti di forza”. Sul tema del lavoro Monti prosegue: ”La riforma Forneroe’ frutto di una trattativa difficile e di un compromesso.

Che ha messo in luce le divisioni presenti nella sinistra suquesto punto, se e’ vero che alcuni riformatori del Pd, comePietro Ichino, poi hanno aderito a Scelta Civica. Vogliamoproporre al Paese un piano di riforma che abbia nellasemplificazione il suo punto centrale. Dobbiamo incentivarele imprese straniere a investire in Italia e soprattutto nelMezzogiorno. Bisogna ridurre il divario di protezioni chec’e’ tra i lavoratori dipendenti inclusi nel sistema e iprecari. La nostra formula sara’ quella di sperimentare,attraverso la contrattazione collettiva, un contratto a tempoindeterminato che sia piu’ flessibile e meno costoso e portigradualmente al superamento dell’attuale dualismo del mercatodel lavoro subordinato”. Quindi ”garantire a fronte di un’assunzione a tempoindeterminato, in caso di licenziamento non discriminatorio,tutela a tanti giovani che oggi ne sono privi”. Ci sara’ untaglio delle tasse ma adesso ”bisogna intaccaresignificativamente la spesa pubblica, mantenere bassi i tassid’interesse senza stravaganze che facciano riesplodere ilpanico sui mercati e proseguire nella lotta all’evasione. Conquesti tre presupposti e’ possibile ridurre le tasse congradualita”’.

red-ceg/red/rl

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