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Lunedì 28 gennaio 2013 - 17:35

Cristiani: Bagnasco, sgomento per persecuzione. 100 mila uccisi nel 2012

(ASCA) – Roma, 28 gen – ”I fronti di crisi che piu’ cisgomentano, all’inizio di questo anno che ancora una volta ilPapa ha voluto inaugurare nel segno della Pace, sono lesituazioni di persecuzione in cui si trovano i cristiani,situazioni che in buona parte coincidono con i conflittiaperti in diverse nazioni, ma in parte si sviluppano anchela’ dove apparentemente non dovrebbero esserci motivi ditensione”. Lo ha detto il presidente della Cei, card. AngeloBagnasco nella prolusione di apertura dei lavori delConsiglio Episcopale Permanente.

”Oltre ai luoghi ormai noti, – ha aggiunto il card.

Bagnasco – emergono in Asia nazionalismi razziali chesuscitano periodicamente furori intolleranti sotto gli occhidistratti dell’Occidente, che proclama si’ i diritti umani mapoi sembra volerli applicare ed esigere con pesi e misurediverse”. Per il presidente dei vescovi italiani e’ necessarioinoltre ”aggiungere le frontiere incresciose dell’Africa:Nigeria, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Mali, incui le ragioni degli attacchi si mescolano e i motivipubblici delle violenze sembrano voler identificare ilcristianesimo con il mondo occidentale”.

”Gli esperti parlano complessivamente di oltre centomilacristiani delle varie confessioni uccisi nel 2012”, hadenunciato il porporato.

Una ”cifra” che il presidente dei vescovi italianiritiene ”spaventosa” e che ”non puo’ lasciar indifferentenessuno – singoli e istituzioni – tanto meno in nome diinteressi economici e politici. Quanti soffrono e muoiono perCristo lo fanno anche per noi, e noi li sentiamo nostrifratelli nonostante qualsiasi distanza”. ”Se le nostre parrocchie tenessero viva, anzialimentassero, una sistematica memoria dei fratelli che nelmondo sono perseguitati, – ha proseguito il cardinale – anchela locale vitalita’ della fede ne sarebbe rimotivata. Chiinfatti, se non costoro, possono darci ragioni e convinzionidi slancio autentico?”.

”Non abbandoniamo mai – ha ribadito il card. Bagnasco -la preoccupazione per il problema della fame nel mondo el’impegno per gli aiuti da prestare alle varie regioni. Lacrisi alimentare, a giudizio del Papa, e’ ‘ben piu’ grave diquella finanziaria”’. ”Ci sono le istituzioni preposte, – ha aggiunto il card.

Bagnasco – ma c’e’ innanzitutto la solidarieta’ che mai devevenir meno, a livello pratico e anche a livello culturale.

Benedetto XVI ha di recente voluto valorizzare la formulacooperativistica quale strumento efficace per combatterestrutturalmente la fame. Dare impulso al lavoro autoctono especialmente agricolo e’ ‘un modo per consentire agliagricoltori e alle popolazioni rurali di intervenire neimomenti decisionali e insieme uno strumento efficace perrealizzare quello sviluppo integrale di cui la persona e’fondamento e fine”’.

dab/gc

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