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Sabato 26 gennaio 2013 - 18:28

Chiesa: Card.Scola, condivido esigenza di un nuovo Concilio

(ASCA) – Roma, 26 gen – Il modo con cui i giovani usano larete per esprimersi e’ un segno di liberta’. Gli stessigiovani dimostrano di saper valutare criticamente le notizieveicolate dalla rete. Compito dell’informazione e’ cercare ilvero oltre il verosimile. E sulle difficolta’ ad entrare nelmondo del lavoro per le nuove generazioni un monito asbarazzarsi dei miti della ”Milano da bere” per riscoprireil valore della socialita’. E’ quello che ha detto ilcardinale Angelo Scola, dialogando oggi con il direttore delTg di La7, Enrico Mentana, davanti ad oltre 300 giornalisti ecomunicatori intervenuti stamattina al tradizionale incontroper la celebrazione del santo patrono San Francesco diSales.

”La franchezza con cui i giovani si esprimono nella retee’ un segno di liberta’ – ha sottolineato l’Arcivescovo diMilano, commentando i dati della ricerca dell’IstitutoToniolo sul rapporto degli under 30 con i mezzi dicomunicazione. ”E la questione della liberta’ resta piu’ che maifondamentale in una fase storica di transizione come lanostra – ha osservato Scola – perche’ nel passaggio damoderno al post moderno la liberta’ non solo e’ stata ridottaa pura liberta’ di scelta ma la stessa liberta’ di sceglieree’ stata sganciata da ogni principio di bene e male. E leliberta’ tanto conclamate sono assai spesso pocorealizzate”. Di fronte alla grande facilita’ di accessoall’informazione il Cardinale ha osservato che i ragazzi ”distinguono bene tra l’opportunita’ grande data loro diaccedere gratuitamente agli strumenti comunicazione edimostrano di essere capaci di saper prendere le distanze”.

Secondo Scola il problema dell’informazione ”e’ renderela realta’ cosi’ come essa e’ in modo da lasciarsiinterpellare e riproporla nella sua verita”’. ”Bisogna avere la sagacia di tendere al vero e non fermarsi alverosimile”.

Rivolgendosi ai giovani e riflettendo sulla lorodifficolta’ a entrare nel modo del lavoro, il Cardinale hadetto che ”gli anni dell’euforia della Milano da bere ci hanno fatto dimenticare che il primo motivo per cui unapersona lavora e’ sostentarsi e sostentare la sua famiglia.

Il primo motivo non e’ l’autorealizzazione, che puo’ venire onon venire”. ”Il primo motivo e’ l’esperienza elementaredella dimensione di socialita’ – ha continuato Scola -, chee’ contenuta nel lavoro, il quale deve essere cosi’ dignitosoda trasformare il bisogno nel desiderio, perche’ lacaratteristica dell’uomo non e’ la pura risposta al bisognoma la dilatazione del bisogno nel desiderio”.

Rispondendo ad una domanda arrivata da twitter, Scola hariconosciuto ”la difficolta’ da parte dei cristiani a faremergere la bellezza e la verita’ dell’incontro con Cristo”.

E ha spiegato che la ragione e’ che ”i cristiani si sonochiamati fuori dalla realta”’. Alla richiesta di Mentana”e’ allora necessario un nuovo Concilio?” Scola ha rispostoche ”l’esigenza dell’approfondimento che lei pone e’ giusta,ma per soddisfarla basta attuare compiutamente il Vaticano IIin particolare per quello che i documenti conciliari hannodetto sulla dignita’ umana e la liberta’ religiosa”.

ceg/rf

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