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Venerdì 25 gennaio 2013 - 14:01

Giustizia: Lupo, serve codice etico per magistrati in politica (1 upd)

(ASCA) – Roma, 25 gen – Un codice etico che introduca una”disciplina piu’ rigorosa” sulla partecipazione deimagistrati alla vita politica e parlamentare vienesollecitato dal primo presidente della Corte suprema diCassazione, Ernesto Lupo, nel corso della relazione che hainaugurato l’anno giudiziario 2013. Lupo richiama i magistrati a una ”dimensione, quella deidoveri, particolarmente cogente per chi ha il compito diamministrare giustizia ossia di far rispettare la legalita’ edi tutelare l’effettivita’ dei diritti dei cittadini”. PerLupo ”l’etica della responsabilita’ e’ certo esigente ma none’ impossibile”.

L’orizzonte generale dell’attivita’ giudiziaria, diceLupo, deve prevedere una ”rafforzata dimensione dei doveri”dei magistrati. Non e’ certo questo, chiarisce l’altomagistrato, ”un generico richiamo alla morale” ma ”unappello all’etica della professione” e una sollecitazione a”la costante e vigile attenzione di tutti i magistrati alleconseguenze del proprio agire professionale e anche privato,quandi puo’ derivarne una ricaduta pubblica”. L’etica dellaresponsabilita’, continua Lupo, ”e’ certo esigente, ma none’ impossibile” e richiede, fra l’altro, ”razionalita’ eragionevolezza, costume di sobrieta’ e di rigore personale eprofessionale”. Sulla nuova dimensione dei doveri, sollecita il presidentedella Cassazione, ”sara’ nuovamente chiamato a rifletterel’associazionismo giudiziario”. Secondo Lupo”inevitabilmente occorrera’ confrontarsi con le piu’allertate sensibilita’ collettive, in tema di imparzialita’ oin materia di partecipazione dei magistrati alla vitapolitico-parlamentare, verso comportamenti, prese diposizione, scelte individuali che, pur formalmente legittimi,hanno ricadute pubbliche che rischiano di coinvolgere lastessa credibilita’ della giurisdizione”. E’ auspicabile,per Lupo, che ”in tale occasione, nella perdurante carenzadella legge, sia introdotta attraverso il codice etico quelladisciplina piu’ rigorosa, da tante parti anche recentementeauspicata, sulla partecipazione dei magistrati alla vitapolitica parlamentare, che in decenni il legislatore non e’riuscito ad approvare, nonostante l’evidente necessita’ diimpedire almeno candidature nei luoghi in cui e’ stataesercitata l’attivita’ giudiziaria e di inibire il rientro, acessazione del mandato parlamentare, nel luogo in cui si e’stati eletti”.

fdv

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