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Venerdì 25 gennaio 2013 - 18:34

Bersani: concertazioni verbali non servono, occorre sforzo coesione

+++Governo non puo’ considerare controparti le forzesociali+++.

(ASCA) – Roma, 25 gen – ”L’Italia ha le enegie per uscire daquesta situazione: ho sempre detto che occorre uno sforzocomune e chi ha di piu’ deve dare di piu’, possiamo contaresul grandissimo saper fare italiano. Dobbiamo concentrare laprossima legislatura sul tema della nostra base produttiva,che si e’ ristretta e ci auguriamo non strutturalmente, cheva rimessa in movimento, in tutti i settori: dall’agricolturaal commercio, al turismo, all’industria. C’e’ da fare pertutti. Bisogna avere grande attenzione e grande passione perla concretezza della nostra realta’ produttiva italiana”.

E’ quanto ha affermato il segretario del Pd Pier LuigiBersani nel suo intervento alla Conferenza programmaticadella Cgil augurando uno ”sforzo comune” ”per rimettere inmoto tutti settori” con ”uno sforzo di tutti e non conconcertazioni verbali”.

”Se vogliamo spingere in questo senso la legislatura, civuole uno sforzo di tutti. Non riti concertativi verbali, maconfronti -ha spiegato Bersani- che portano ad obbiettiviesigibili e misurabili. Sono girate idee sbagliate in questianni, sia di tipo politico sia tecnico, ed e’ l’idea che quelche c’e’ di mezzo e’ un’idea sbagliata. L’idea che quel chec’e’ di mezzo si divide tra buoni e cattivi. No, le forzesociali non sono controparte di un governo, ne’ quandogoverna ne’ quando fa la campagna elettorale. Non sonocontroparti, altrimenti vuol dire che non si e’ capito cheper far girare bene le cose ognuno deve fare il suo mestiere.

E nel mestiere del governo c’e’ il dovere di dire dove si va,c’e’ il dovere di discutere con i soggetti sociali, certo nonc’e’ l’obbligo di trovare l’accordo, ma ci deve essere laconsapevolezza che il confronto spinto fino in fondo e’quella cosa che comunque ti fa sempre sbagliare di meno”. Bersani ha quindi spiegato che e’ a tutto questo che siriferisce quando lui sostiene che nel Paese per governare,”per dare la direzione di marcia” ci deve essere qualcunoche ha il 51%, ma che per farlo deve ragionare come se avesseil 49%. Questo perche’ di fronte ai gravi problemi ”il Paese habisogno di un meccanismo di coesione. Dunque dico che ilgoverno dovra’ determinare uno sforzo di coesione e dicambiamento. So che a tanti politici e a tanti tecnici questacoppia ‘coesione e cambiamento’ risulta un ossimoro. Io sonoconvinto del contrario, nella mia esperienza coesione ecambiamento non sono un ossimoro, se ne deve trovare unasintesi”. ”Produrre cambiamenti per chi governa significa offrireun terreno in cui ciascuno ritrovi qualcosa dei suoi valori,delle sue ragioni, nel mentre si muove e accetta uncambiamento. E cambiare bisogna, tutti”. ”Tocca a chi ha laregia -ha sottolineato Bersani- trovare il modo, il terrenosu cui gli interlocutori possano ritrovarsi” nel casospecifico e piu’ urgente ”governo, forze sociali e forze delcivismo” attuino ”una convergenza, un’alleanza per illavoro” ma anche per i piu’ deboli e per ”una democraziapulita”.

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