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Lunedì 21 gennaio 2013 - 10:36

Elezioni: Ac, ripartire da giovani e famiglie. Servono profonde riforme

(ASCA) – Roma, 21 gen – ”Nel consueto frastuono e clamoredella campagna elettorale”, l’Azione cattolica italiana,associazione diffusa capillarmente su tutto il territorionazionale, intende dare voce ”alle attese, alle speranze ealle preoccupazioni di tante persone ‘normali’, le qualichiedono una nuova stagione imperniata su quattro parole:responsabilita’, sobrieta’, equita’ e solidarieta”’. E’quanto si legge nella nota ”Abbiamo a cuore il futurodell’Italia” del Consiglio nazionale dell’Azione CattolicaItaliana, riunitosi a Roma per i suoi lavori il 18 e il 19gennaio 2013. L’Ac ritiene che compito della prossima legislatura siaquello di ”coniugare il controllo dei conti pubblici con unadiversa e netta rimodulazione delle priorita’ sociali. Primavengono i giovani e le famiglie. Il prossimo Parlamento, e ilprossimo governo, devono avere il coraggio di puntaresull’istruzione e la formazione, favorire l’occupazione dellegiovani generazioni e delle donne, specie al Sud, alleggerirela pressione fiscale sui nuclei numerosi e con neonati,innovare la rete dei servizi agli anziani e ai piu’ deboliperche’ nessuno resti indietro, sostenere l’integrazionedegli immigrati anche attraverso un piu’ agevole accesso aidiritti di cittadinanza, credere in un’Europa unitamoralmente prima che economicamente, e nello specifico ruolodell’Italia come ponte di pace verso il Mediterraneo”. L’Ac esprime inoltre l’auspicio che ”si apra una stagionedi riforme profonde e condivise. Riforme economiche, ma nonsolo. L’Italia ha bisogno anche di una profonda revisionedelle istituzioni e dei modelli di partecipazione politica.

Chiediamo che il primo impegno del nuovo governo e del nuovoParlamento sia quello di porre rimedio alla vergognadell’attuale legge elettorale, i cui limiti sono emersi inmodo lampante anche nella redazione delle liste che cisaranno sottoposte il 24-25 febbraio”. ”Ma occorrono anche interventi profondi – prosegue l’Ac -per superare il bicameralismo perfetto, velocizzare l’iterlegislativo, riorganizzare la presenza dello Stato sulterritorio, snellire in modo drastico gli enti intermedi,chiarire funzioni e risorse di regioni e comuni. E ancora, siavverte l’urgenza di misure atte a cambiare strutturalmentelo stile di chi presta un servizio pubblico. Ne citiamo due:limite di mandati parlamentari per favorire il rinnovamento euna piu’ ampia partecipazione dei cittadini alla vitapubblica; regole ancora piu’ ferree e incisive per ridurreall’essenziale, e rendere trasparente, il finanziamento deicosti della politica”.

com-dab/

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