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Sabato 19 gennaio 2013 - 13:39

Elezioni: Ingroia chiude al Pd. Bersani, cosi’ non favorisce il cambiamento

(ASCA) – Roma, 19 gen – ”La pazienza e’ finita: quella porta che avevo lasciata aperta disposto al dialogo -perche’ io sono un uomo del dialogo e paziente- con oggi si chiude”. Cosi’ l’ex pm Antonio Ingroia in una conferenza stampa, stamane a Roma per presentare i candidati di Rivoluzione Civile, ha dichiarato chiuso il dialogo con il Pd e con il segretario Bersani. Nessuna desistenza e’ possibile, ha detto, ”nessun accordo sottobanco come quelli che hanno ucciso la prima e la seconda Repubblica”. ”Io -ha aggiunto Ingroia- appena tornato dal Guatemala ho rivolto un appello al Pd e a Bersani per incontrarci, per vedere se potevamo collaborare, avremmo potuto valutare la cosa. Abbiamo ricevuto proposte dietro le quinte da intermediari pur autorevoli, ma non possiamo accettare accordi: Monti e’ stato in continuita’ con Berlusconi e non possiamo dimenticare che il Pd ha appoggiato Monti con i suoi provvedimenti che hanno colpito la gente”. Immediata la replica, seppure a distanza, di Pier Luigi Bersani: ”Posizioni di radicalizzazione e di riduzione del tema della legalita’ su posizioni faziose, non rappresentano il modo di favorire il cambiamento”, commenta il segretario del Pd. Per Bersani, le prossime elezioni rappresentano ”un appuntamento storico”, perche’ ”c’e’ in Italia e in Lombardia la possibilita’ di portare il cambiamento al governo”. Bersani, durante una conferenza stampa a Milano a sostegno della candidatura di Umberto Ambrosoli, ha anche chiarito che con Ingroia ”non c’e’ mai stata nessuna ipotesi di patto di esistenza”, anche perche’ ”le distanze politiche sono piuttosto nette. Noi siamo riformisti e progressisti”. Detto questo, Bersani ha sottolineato che da parte di Ingroia ”un gesto di consapevolezza della situazione in Lombardia sarebbe apprezzato. Non c’e’ bisogno di patti se ciascuno si prende la propria responsabilita”’. ”Noi del Pd siamo aperti al confronto con le forze antipopuliste, progressiste e democratiche. Questa nostra posizione e’ chiara da almeno due anni. Ognuno fa le sue scelte, ma non mi sembra che da parte di Monti e dei centristi ci sia ancora stato un pronunciamento chiaro. Gli altri faranno cio’ che ritengono giusto”, ha aggiunto il segretario del Pd rispondendo alla domanda su una possibile alleanza con le forze politiche che sostengono Mario Monti. Per Bersani l’Italia ha diritto ad avere qualcuno che in Parlamento abbia il 51%. ”Poi quel 51% dovra’ ragionare come un 49%”. Dal segretario Pd anche una riflessione sull’operato del governo dei tecnici: ”Monti ha operato dentro condizioni molto stringenti e aveva le mani legate perche’ l’euro era sull’orlo del precipizio. Qualcosa di diverso si poteva comunque fare. Per esempio era possibile dare un po’ piu’ di stimoli per gli investimenti per il lavoro”. fcz/mau

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