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Martedì 15 gennaio 2013 - 19:39

Elezioni: Pd teme nodo Senato. Tardi per accordo con Ingroia

(ASCA) – Roma, 15 gen – Sindrome Senato per il centrosinistra. Al Pd inizia a preoccupare il ”problema Palazzo Madama”: la possibilita’ che a una maggioranza ottenuta alla Camera, per via delle norme della legge elettorale, non corrisponda uguale maggioranza a Palazzo Madama. O che questa maggioranza sia assai risicata, come quella ottenuta nel 2006 da Romano Prodi, costretto a dimettersi e a dare via libera alle elezioni anticipate del 2008 poi vinte da Silvio Berlusconi. L’eventualita’ che la situazione si ripeta e’ segnalata da alcuni sondaggi che indicano la ripresa del Pdl dopo la partecipazione dell’ex premier alla trasmissione ”Servizio pubblico” di Michele Santoro. Da qui la polemica tra Pd e Rivoluzione civile, la lista guidata da Antonio Ingroia, che parte da una dichiarazione di Leoluca Orlando fatta ieri: ”Dario Franceschini mi ha contattato a nome del Pd e mi ha proposto un accordo di desistenza, cioe’ mi ha chiesto di non presentare le nostre liste in regioni chiave quali la Sicilia, la Campania e la Lombardia”. Prosegue il sindaco di Palermo: ”Credo siano molto preoccupati per la continua crescita della nostra lista Rivoluzione civile”. La risposta del capogruppo della Camera del Pd non si e’ fatta attendere: ”Nessuna proposta di patto e nessuna desistenza. Le cose che ho detto a Orlando sono le stesse che ho detto pubblicamente in due interviste. Mi pare fin troppo evidente come non vi sia alcun spazio per una qualsiasi forma di accordo politico con la lista Ingroia. Ho fatto una semplice constatazione aritmetica piu’ che politica: per come e’ fatta la legge elettorale al Senato, nelle regioni in bilico, come Lombardia, Sicilia e Campania, la presenza della Lista Ingroia rischia di far vincere la destra, rendendo il Senato ingovernabile”. ”Per quanto mi riguarda, non esiste nessuna possibilita’ di raggiungere un accordo di desistenza al Senato. Sono fermamente contrario perche’ si snaturerebbe l’essenza stessa di Rivoluzione Civile, una lista candidata a vincere le elezioni in quanto alternativa al polo centrista di Bersani e Monti”, e’ la posizione di Luigi de Magistris, sindaco di Napoli. Questa mattina Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, ha convocato i giornalisti nella sede del suo partito per dire la propria opinione: ”Nessuna desistenza con Bersani. Noi dell’Idv gli avevamo proposto fin dall’inizio una alleanza che lui ha rifiutato. Poi lo stesso ha fatto Ingroia che ha cercato un dialogo senza avere risposta. A questo punto e’ possibile solo un’alleanza di governo con il centrosinistra ma ne riparleremo dopo le elezioni”. Le indiscrezioni dicono che il contatto tentato da Franceschini ci sia stato, con la proposta di eleggere una rappresentanza di senatori della lista Ingroia tra i candidati del Pd al Senato, a condizione della rinuncia da parte di Rivoluzione civile a presentarsi per Palazzo Madama in Campania e Sicilia, regioni ritenute decisive – insieme alla Lombardia – per l’esito finale del voto e la composizione del Senato. Sono pero’ anche le regioni dove Rivoluzione civile e’ accredita di maggiori consensi, fino a poter strappare il quorum dell’8%. Ingroia, a differenza di de Magistris e Di Pietro, non chiude la porta. ”Parliamone”, dice nella trasmissione di oggi ”Un giorno da pecora” su Radio2. Il leader di Rivoluzione civile ha pero’ sottolineato di essere deluso dall’atteggiamento di Bersani, che non ha mai risposto agli appelli al dialogo, nemmeno quando ha ricevuto chiamate telefoniche sui numeri privati. La risposta di Bersani arriva da Catanzaro, dove oggi era impegnato per la campagna elettorale: ”Non facciamo nessun patto. Ma voglio dire una cosa: oltre alla politica c’e’ la matematica della legge elettorale. Chi non sostiene il Pd, in particolare al Senato e in alcune regioni, fa un regalo a Berlusconi”. gar/vlm

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