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Lunedì 14 gennaio 2013 - 18:19

Torino: Monti a Porta Susa ‘torna’ giovane prof, emozione inimmaginabile

(ASCA) – Torino, 14 gen – ”Non potete immaginare la miaemozione”, dice nel suo intervento il presidente delConsiglio Mario Monti inaugurando il nuovo tratto, il piu’importante, della stazione di Torino Porta Susa, la cuirealizzazione ha comportato un investimento di 79 milioni.

Monti infatti ricorda i suoi anni torinesi, gli anni 70, incui Porta Susa era la sua porta d’accesso a Torino.

”La stazione di Porta Susa – dice Monti – occupa un postospeciale nei miei ricordi e nella mia storia personale. Eraagli inizi degli anni 70 – racconta il premier – quando dagiovane professore prendevo il treno due tre volte allasettimana che da Milano dove abitavo arrivava proprio qui aPorta Susa e percorrendo via Cernaia dove alloggiavoall’albergo Patria dove arrivavo a Piazza Arbarello perraggiungere gli studenti e i colleghi della facolta’ dieconomia”.

Il professore intercetta un sorriso nel ministro del suogoverno Elsa Fornero che ha insegnato nella stessa facolta’:” sorride credo con nostalgia – osserva Monti riferendosialla responsabile del Welfare – anche se lei era di meimmensamente piu’ giovane”.

”Porta Susa – prosegue il premier – era allora unastazione completamente diversa rispetto a quellaavveniristica che ci accoglie oggi.

Ho appreso dal sindaco che esiste ancora l’antico manufatto equindi si puo’ esercitare un po’ di nostalgia. Le stazioni,anche torinesi, erano luoghi polverosi, male illuminatispesso ostili: oggi la stazione e’ un esempio di architetturabioclimatica e di efficienza energetica, un trionfo ditcnologia e modernita”’.

Il premier che e’ arrivato a Porta Susa con unFrecciarossa da Milano assieme ai vertici delle Ferrovie, ede’ stato accolto a Torino, tra i primi proprio da Fornero,prende spunto anche dal viaggio nel quale presumibilmente e’stato in cabina di guida. ”Anche la velocita’ dei treni ha fatto progressi – haaggiunto -. Pensavo ingegner Moretti – ha detto rivolgendosiall’ad delle Ferrovie – a quando lei questa mattina mi haconsentito di aver quasi l’impressione di guidare il treno a300 all’ora, quante volte arrivavo in ritardo a Torino e itreni erano meno veloci e di quei tormentati anni 70 c’eranospessi disagi e manifestazioni e il treno veniva spessobloccato”. ”Sogno ancora qualche volta – ha rivelato – cheil professor Castellino, (Onorato Castellino, scomparso neglianni scorsi,ndr) nostro preside, mi sgridava perche’ arrivavotardi alla lezione. Non so se l’abbia mai fatto in realta’uomo tollerante com’era , ma sogno ancora queiredarguimenti”.

”Questa stazione ci proietta nel futuro. ha conclusoMonti – ed ‘e la stesso trasformazione che desideriamo per ilnostro paese, un cambiamento profondo per recuperare loslancio e le energie che abbiamo saputo mostrare nelle fasimigliori ella nostra storia”.

eg/mau/rl

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