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Mercoledì 9 gennaio 2013 - 13:15

Berlusconi: Corte d’appello Milano, basta insinuazioni e dileggi

(ASCA) – Roma, 9 gen – Basta con ”espressioni di dileggio”e insinuazioni nei confronti dei giudici di Milano: aivertici del palazzo di giustizia del capoluogo lombardo nonsono piaciute le parole usate ieri da Silvio Berlusconi, chenel suo intervento a ”Otto e mezzo” ha definito”comuniste” e ”femministe” le giudici titolari della suacausa civile di separazione con l’ex moglie Veronica Lario.

Cosi’ Giovanni Canzio e Livia Pomodoro, rispettivamentepresidente della corte d’appello e presidente del tribunaledi Milano, hanno preso carta e penna per replicare nero subianco alle parole del leader del Pdl. Un comunicato che serve a Canzio e alla Pomodoro per”respingere con fermezza ogni insinuazione sulla nonterzieta’ dei giudici del tribunale componenti del collegiogiudicante della causa Bartolini-Berlusconi, essendo a tuttinota la diligenza e la capacita’ professionale delle stesse,quotidianamente impegnate nella fatica della giurisdizionenella delicata materia del diritto di famiglia”. Ilpresidente della Corte d’appello e la numero uno deltribunale ricordano a Berlusconi ”che la raccomandazione delcomitato dei ministri della giustizia del Consiglio d’Europaprescrive ai rappresentanti dei poteri esecutivo elegislativo di evitare, nel commento delle decisioni deigiudici, ogni espressione di dileggio che possa minare lafiducia nei cittadini nella magistratura e compromettere ilrispetto sostanziale delle medesime decisioni”. Nel comunicato, i vertici dell’autorita’ giudiziariamilanese sottolineano infine ”che le norme del codice deldiritto civile consentono agli interessati di impugnare iprovvedimenti giudiziari e sulla relativa impugnazione laCorte d’appello esercitera’, come di consueto, il puntualecontrollo critico della decisione di primo grado per iprofili di legittimita’ e del merito”.

In base alla sentenza di primo grado emessa nella causa diseparazione tra Silvio Berlusconi e l’ex moglie VeronicaLario, il tribunale civile di Milano ha stabilito perBerlusconi un pagamento di 3 milioni di euro al mese neiconfronti dell’ex moglie.

fcz/sam/rl

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