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Martedì 8 gennaio 2013 - 20:32

Pd: Ceccanti, e’ definitivo non sono candidato

(ASCA) – Roma, 8 gen – Amarezza per essere stato lasciatofuori dalle candidature del Pd e’ espressa dalcostituzionalista Stefano Ceccanti, senatore uscente delPartito democratico. Senatore che nel Pd e’ stato semprelegato alle posizioni liberal che ne hanno motivato la suavicinanza a Walter Veltroni e piu’ recentemente anche adesprime apprezzamenti verso Mario Monti, per cui e’ statoannoverato tra i ‘montiani’ del partito.

”Non e’ servito -sottolinea con amarezza- essere alquinto posto per produttivita’ complessiva di tutti isenatori, secondo del gruppo Pd. Non sono serviti il 95 per cento di presenza allevotazioni, i 719 interventi in Aula e Commissione, l’esserestato primo firmatario di 33 progetti di legge soprattutto inmateria elettorale e istituzionale, relatore delle leggi suldimezzamento dei rimborsi elettorali e sull’anti-corruzione,sulle nuove Intese con le confessioni religiose di minoranza,Ortodossi, Apostolici, Mormoni, Buddisti, Induisti, nocnhe’il ruolo di relatore di minoranza contro leggi del GovernoBerlusconi”.

”Non e’ servita -prosegue il professore Ceccanti- lalealta’ dimostrata nel non aver mai rotto la disciplina diGruppo, ne’ in Commissione ne’ in Aula, anche quando le mieopinioni erano diverse, ne’ l’aver lavorato per alcuni annialla Presidenza del Gruppo, in particolare in raccordo conl’ufficio legislativo”.

”Dato quindi che l’esclusione non e’ motivabile ne’ intermini di anni di legislatura, ne’ di produttivita’, ne’ dislealta’, l’unica interpretazione plausibile e’ che si trattidi una chiara scelta politica. Una scelta che ha ritenutoincompatibile la mia presenza in Parlamento a causa dellacostante sottolineatura del dovere di continuita’, pur nelmutato contesto politico, con l’agenda Monti, che il Pd avevalealmente sostenuto come partito fino a poche settimane fa.

Capisco, peraltro, che questa e’ la causa delle mancatericandidature e delle mancate nuove immissioni di unasignificativa area politica, pur minoritaria”. ”Prendo quindi atto con amarezza e, in parte, constupore, che un Partito che si dichiara Democratico si rivelaavere una concezione cosi’ limitativa del proprio pluralismointerno. Un dato su cui meditare seriamente” concludeCeccanti.

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