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Martedì 8 gennaio 2013 - 16:52

Carceri: Pisapia, condanna Cedu prevedibile, serve riforma strutturale

(ASCA) – Milano, 8 gen – ”La sentenza di condanna perl’Italia da parte della Corte di Strasburgo, sul tema delsovraffollamento delle carceri, era, purtroppo, prevista eprevedibile. Si conferma, ancora una volta, come una riformacomplessiva del sistema penale, partendo dalla necessita’ diun nuovo Codice che sostituisca quello vigente che risale alperiodo fascista non sia piu’ procrastinabile. Le carceriscoppiano e sono sempre piu’ disumane, in aperto contrastocon l’art. 27 della Costituzione. Una vera riforma dellaGiustizia e’ ormai un problema strutturale, non emergenzialee va dunque risolto con misure altrettanto strutturali. Inparticolare, sono convinto che si debba puntare condeterminazione a uscire dalla logica per cui il carcere sial’unica sanzione penale. Come dimostra l’esperienza, infatti,vi possono e vi debbono essere, evidentemente in presenza direati non di sangue e di non grave allarme sociale, pene piu’efficaci a livello preventivo e repressivo. Cio’, oltretutto,farebbe diminuire la recidiva, il numero dei reati e, nelcontempo, accelererebbe i tempi della Giustizia tutelandomeglio le vittime dei reati”. Cosi’ il Sindaco di Milano,Giuliano Pisapia, commenta la sentenza della Corte Europeadei Diritti Umani che condanna l’Italia per ilsovraffollamento delle carceri. ”Come ha giustamente ricordato il Garante dei detenutidel Lazio – prosegue Pisapia – in Parlamento e’ ferma datempo una proposta di riforma elaborata dalla Commissioneministeriale, che ho avuto l’onore di presiedere, compostada numerosi professori universitari, avvocati e magistrati.

Salvo alcune indicazioni recepite a larga maggioranza, quellariforma non ha mai visto la luce, ma risponde esattamente aquanto chiede la Corte Europea dei diritti umani: il progettodi riforma del Codice Penale prevede, infatti, peneprincipali diverse da quelle carcerarie e quindi gia’irrogate dai giudici di merito, quali detenzione domiciliare,pene interdittive, pene prescrittive, messa alla prova ancheper imputati maggiorenni, lavori socialmente utili ofinalizzati al risarcimento dei danni. Il carcere, che e’un’istituzione totale deve essere l’ultima ratio. Tutto cio’,naturalmente, non in presenza di reati di sangue o di gravicondotte penalmente rilevanti”.

Da Pisapia anche una precisazione sulla situazionemilanese: ”Tra pochi giorni – assicura – sara’ nominato ilGarante dei detenuti, figura istituita in una sedutastraordinaria del Consiglio Comunale che si e’ tenuto nelcarcere di San Vittore lo scorso ottobre”.

com-fcz/mau

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