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Martedì 8 gennaio 2013 - 17:21

Carceri: Fp-Cgil, da Strasburgo sentenza storica

(ASCA) – Roma, 8 gen – ”Una sentenza storica che condanna ladisumanita’ del nostro sistema, che emette un giudiziopesante su una classe politica incapace di affrontare ilproblema, che lo ha eluso approvando troppo spesso normepropagandistiche. Le carceri italiane vivono un’emergenzaumanitaria che denunciamo da anni e che e’ ragione di gravesofferenza tanto per i detenuti quanto per gli operatori”.

Lo ha detto Rossana Dettori, segretaria generale dell’Fp-CgilNazionale, commentando la condanna dell’Italia da parte dellaCorte dei diritti umani di Strasburgo in merito alsovraffollamento delle carceri.

”Negli ultimi anni il fenomeno ha subito un’accelerazione- continua Dettori – da una parte a causa di norme insensatee punitive come la Bossi-Fini sulle droghe e laFini-Giovanardi sull’immigrazione, dall’altra per unimpoverimento che l’austerita’ ha persino aggravato, portandoall’impossibilita’ di affrontare le gravi carenzeinfrastrutturali”.

”Mentre i detenuti marciscono in celle anguste – aggiungela sindacalista – invece di veder affrontato il problemaassistiamo a un pericoloso giro di vite sul lavoro incarcere, un’operazione di trasferimento dai loro luoghi dilavoro dei nostri delegati sindacali e iscritti, rei di averdenunciato la pratica del distacco di poliziotti penitenziariin altre sedi e quindi dell’allontanamento dagli istituti. Distacchi che pesano su un organico pensato per unapopolazione di circa 37/38 mila detenuti e che dovrebbecontare su circa 45mila poliziotte e poliziotti. Oggi ilrapporto e’ ribaltato, 68mila a 37mila, 30mila ‘ristretti’ inpiu’ e 8mila agenti in meno. Su questo non abbiamo ricevutoalcun riscontro ne’ dal ministro Severino ne’ tanto meno dalcapo del Dap Tamburino”.

”Le nostre carceri – conclude la segretaria generaledell’Fp-Cgil – sono un’onta che ci allontana dall’occidente edalla democrazia, un luogo di sofferenza tanto per chi vi e’recluso tanto per chi e’ costretto a lavorarci in condizioniinaccettabili”.

com/rus

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