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Lunedì 7 gennaio 2013 - 12:36

Elezioni: Berlusconi, vent’anni dopo. Stessa offerta politica del 1994

(ASCA) – Roma, 7 gen – Il rito notturnoberlusconian-leghista, consumato come da copione ad Arcore,ha partorito il topolino dell’accordo di centrodestra per leprossime elezioni parlamentari. Conferma, se ve ne fossestato bisogno, dello stretto intreccio che stringe, al di la’delle polemiche di facciata, gli interessi dell’ex-presidentedel Consiglio con quelli del movimento fondato da UmbertoBossi.

L’offerta politica del centrodestra, quasi vent’anni dopola ”discesa” in campo di Silvio Berlusconi, torna al 1994,quando l’imprenditore edil-televisivo apparecchio’ alleanzeelettorali a geometria variabile, con la Lega Nord nellaparte settentrionale del Paese, con il Movimento SocialeItaliano poi Alleanza Nazionale nel Centro e nel Sud. Ladislocazione non e’ casuale: per contrastare l’ipotesi Montioccorre una articolazione piu’ ampia, l’esatto opposto deltentativo operato da Berlusconi con il Pdl di accentrare sudi se’ un partito-coalizione (andato in frantumi conl’espulsione prima di Casini e poi di Fini). Fenomeno inparallelo con quanto avviene sul fronte del centrosinistradove l’orgoglioso proposito di Veltroni di fare del Pd unpartito a ”vocazione maggioritaria”, infrantosi sullescelte degli elettori, lascia oggi al posto nuovamente ad unacoalizione che non vuole ”nemici a sinistra”.

Il sistema elettorale propiziato nel 2005 dall’intesaBerlusconi-Casini-Fini-Bossi, e noto come ”porcellum”,obbliga a coalizioni di carattere nazionale per puntare alpremio di maggioranza alla Camera dei Deputati, dunque ilmosaico di centrodestra sara’ ampiamente variegato, oltre aPdl (Forza Italia?) e Lega Nord, annoverera’ il Fratellid’Italia di La Russa, il Grande Sud di Micchiche’,verosimilmente la Destra di Storace e non si escludono altrimovimentini da aggregare: tanto da far apparire un po’grottesco l’appello di Berlusconi stesso a concentrare iconsensi.

Ma proseguiamo nei confronti. Nella legislatura iniziatanel 1994, Berlusconi era Presidente del Consiglio e Maroniministro dell’Interno: esattamente come dal 2008 al 2012.

Forte e’ l’impegno del presidente del Pdl di fare scordareche quattro anni di governo in questa legislatura recano ilsigillo suo e della Lega Nord e che la situazione attuale e’figlia di quel periodo.

La fama di venditore dell’uomo di Arcore e’ nota emeritata: lo dimostro’ nel 2006 quasi rimontando unasituazione che appariva disperata. Tuttavia, oggi, qualche dubbio sulle possibilita’ disuccesso i sodali di Arcore debbono averlo se Berlusconispiega che preferisce mandare avanti qualcun altro comepremier (Alfano?) e Maroni preferisce scegliere il comodoring casalingo della Lombardia, optando per un partito avocazione ed insediamento locali.

Al momento l’offerta politica del centrodestra e la suaproposta di governo appaiono ancora oscure.

dir/

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