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pubblicato il 01/giu/2012 19:19

2 Giugno/ Napolitano 'stoppa' polemiche, ora solidali e uniti

Messaggio per Festa Repubblica: Insieme si supera ogni emergenza

2 Giugno/ Napolitano 'stoppa' polemiche, ora solidali e uniti

Roma, 1 giu. (askanews) - Non è nè un optional nè uno spreco celebrare il 2 Giugno, anzi proprio "in tempi così difficili e dolorosi" è utile farlo. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mette un freno alle polemiche e al balletto delle assenze e delle presenze agli eventi clou della festa: il ricevimento, questa sera, al Quirinale e la parata militare, domani, ai Fori Imperiali. Per il Capo dello Stato, infatti, è indispensabile cogliere questa occasione per esprimere quell'"unità e solidarietà" nazionale che è la migliore "garanzia" nella tempesta. Insomma, sobrietà e low profile ma la festa non si tocca. Parla a tutti gli italiani Napolitano - come fa una sola altra volta l'anno, il 31 dicembre - e nel suo videomessaggio usa per due volte la parola "dolore". Dolore, "angoscia", "animo turbato" per il terremoto che si è abbattuto sull'Emilia, per le vite perse, per l'economia in ginocchio. Ma, rilancia il presidente, "l'impegno e la solidarietà nazionale non mancheranno", la ricostruzione partirà, "ce la faremo - sottolinea - e lo dico con fiducia innanzitutto a voi, gente emiliana, conoscendo bene la vostra tempra". Fiducia e rispetto che si deve alle forze armate e alle rappresentanze della Protezione civile e del volontariato: la parata militare non è un'inutile fanfara, sottintende il presidente, ma un modo per tributare un "giusto" riconoscimento al contributo che anche i militari danno alla vita del Paese e alla sua sicurezza. "Unità e solidarietà - insiste - questo ci occorre per superare tutte le emergenze e le prove". E poi c'è il futuro tutto da costruire. Partendo da alcuni punti fermi che Napolitano indica con molta precisione (un messaggio esplicito alle forze politiche): libero confronto tra opinioni e non "vecchie contrapposizioni ideologiche", "senso dell'interesse generale e dello Stato", "riforme e partecipazione per rinnovare la politica". Da qui si parte per costruire un'Italia "migliore".

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