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pubblicato il 22/nov/2013 12:00

## Tassi Btp mai stati al 3%, minimo 2005 con governo Berlusconi

Manenti(IntesaSP): servono prospettive di crescita migliori

## Tassi Btp mai stati al 3%, minimo 2005 con governo Berlusconi

Roma, 22 nov. (askanews) - Non si sono mai visti rendimenti dei Btp decennali al 3 per cento, soglia indicata oggi dal presidente del Consiglio Enrico Letta come necessaria a togliere l'Italia dalla situazione di "vulnerabilità" in cui si trova. In base agli andamenti storici, un valore vicino a quello individuato dal capo del governo è il minimo storico del 3,35 per cento che risale al 30 settembre 2005, riferisce a TMNews Chiara Manenti, analista della divisione reddito fisso del dipartimento Ricerca di Caboto - Banca Intesa SanPaolo. Questo in base a tabelle che risalgono fino al 1993. Ma presumibilmente più bassi di così i rendimenti dei titoli italiani non sono mai andati, concorda la Manenti, visto che prima ci stava la lira, con tassi di riferimento e valori di inflazione ben più alti. Otto anni fa l'Italia godeva di una sorta di periodo dorato sui bassi tassi, e i differenziali - o spread - rispetto ai Bund della Germania erano molto ridotti e stabili. Era la 14esima legislatura ed era in carica il terzo governo Berlusconi (dal 23 aprile 2005 al 17 maggio 2006). I tassi sui Bund tedeschi erano ben più alti rispetto ai valori attuali: poco sopra il 3 per cento mentre oggi fluttuano attorno all'1,74 per cento. E così nel 2005 lo spread Btp-Bund era calato al lumicino, pochi punti base a fronte dei 232 punti attuali (ossia 2,32 punti percentuali di divario) che da un lato derivano dall'oltre 4 per cento di rendimento lordo dei Btp, dall'altro dal fatto che i tassi dei Bund restano schiacciati dalla forte domanda estera. Anche se la fase acuta della crisi dei debiti dell'eurozona appare superata, soprattutto gli investitori internazionali continuano a guardare la Germania e i suoi titoli come un porto sicuro durante un periodo che resta di fragilità economica. L'Italia al contrario continua a faticare a trovare acquirenti internazionali per i suoi bond. Per favorire un maggior afflusso di richieste dall'estero, e quindi un contributo a ulteriori cali dei rendimenti lordi dei Btp, secondo la Manenti servirebbero prospettive di crescita più incoraggianti rispetto a quelle attuali. Perchè se ora come ora "l'Italia non sta facendo male sulla finanza pubblica e il deficit non spaventa i mercati, il debito però continua a salire - spiega -. E per abbatterlo servirebbe un avanzo primario molto elevato. Questo si ha solo con una crescita più vigorosa". Al momento la maggiore incertezza del mercato sull'Italia "riguarda le prospettive di crescita", conclude l'analista. Se queste prospettive dovessero consistentemente migliorare, il livello di rendimenti dei Btp indicato oggi da Letta non sarebbe inarrivabile: del resto basterebbero poco più di 100 punti base in meno rispetto ad oggi.

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