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pubblicato il 21/set/2013 12:00

## Pd/ Si avverano timori renziani, flop su regole congresso

Ritirate modifiche a statuto ma c'e' data primarie: l'8 dicembre

## Pd/ Si avverano timori renziani, flop su regole congresso

Roma, 21 set. (askanews) - I timori della vigilia espressi dai renziani si sono avverati. saltata l'intesa sulle modifiche allo statuto per celebrare il congresso, anche se la data dell'8 dicembre è stata approvata dall'assemblea in un documento politico proposto dalla commissione congresso. Dopo una nottata di trattative che sembrava aver sciolto i nodi oggi il colpo di scena, l'assemblea è stata sospesa al momento delle votazioni sulle modifiche allo statuto "per un problema di numeri", ha ammesso Guglielmo Epifani. Lo stesso che un'ora dopo ha annunciato che le modifiche venivano ritirate per mancanza di un'intesa che garantisse il quorum necessario per l'approvazione. C'è chi, come Matteo Orfini, dice senza tanti giri di parole, che "è in atto un tentativo di far saltare il congresso" perciò oggi al momento del voto sulla proposta elaborata dalla commissione l'assemblea e stata sospesa. "Eravamo 476 su 940 e questo la dice lunga", ha spiegato il renziano Lorenzo Guerini. Ad assemblea conclusa però fonti del Pd hanno precisato che i delegati presenti erano 560 e che dunque le modifiche potevano passare. Insomma è già ripartito il gioco delle accuse reciproche tra componenti. Per alcuni e chiaro che sono bersaniani e lettiani a voler rinviare le assise. Non è un mistero del resto che il presidente del consiglio, che pure si tiene fuori dal dibattito, non vorrebbe fibrillazioni che minaccino l esecutivo, fibrillazioni che arrivano da i continui affondi contro le misure del governo. Non solo Cuperlo ma ieri anche Epifani è andato giù duro nelle critiche su alcuni punti prioritari per il Pd. Mentre l'ex segretario ha ormai ingaggiato una battaglia contro l'altro nascente Renzi per cercare di arginarne il controllo sul partito. Dall'altro lato ci sono Renzi, Cuperlo e i veltroniani che invece non vogliono rinvii del congresso e per i quali infatti la data e stata fissata perciò non resta che procedere con l'iter congressuale partendo dal basso. "Il congresso del Pd si farà l'8 dicembre senza modifiche allo Statuto, chi voleva il congresso nell'anno del mai si dovrà rassegnare", ha detto Paolo Gentiloni, assicurando che "Non c'è' nessuna incertezza sulle modalità". Bersani non sembra d'accordo: "Bisognerà lavorare anche di notte per fare il congresso l'8 dicembre". L'ex segretario teme "problemi organizzativi sul territorio" a causa di questa accelerazione. E il suo ex responsabile organizzativo Nico Stumpo ha precisato: "Epifani ha rinviato alla direzione del 27 la decisione, io sto alle parole del segretario". Proprio a Bersani si è rivolta Rosy Bindi respingendo l'accusa di essere complice del tentativo di rinvio delle assise con la sua contrarietà alla modifica dell'articolo 3 dello statuto quello che eliminerebbe l'automatismo tra segretario e candidato premier. "Se qualcuno vuole rimandare il congresso si assuma le sue responsabilità", ha detto la presidente dimissionaria dell'Assemblea."Se qualcuno vuol far saltare il banco non dia la colpa a me", ha messo in chiaro davanti ai cronisti. Quindi l'assemblea si conclude senza aver ricucito le divisioni. Un peccato che sia finito così, dicono alcuni, dopo i bei discorsi pronunciati dai due candidati alla segreteria, Gianni Cuperlo, che oggi è stato il più applaudito dai delegati e il sindaco di Firenze che ha bacchettato il partito per gli errori commessi negli ultimi venti anni e indicato la strada del cambiamento che ha in mente. Insomma il tanto temuto blitz c'è stato anche se lo scontro si sposterà alla Direzione di venerdì prossimo per definire il percorso congressuale che dovrebbe, il condizionale ormai è d'obbligo, culminare l'8 dicembre con l'elezione del nuovo segretario.

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