martedì 17 gennaio | 04:39
pubblicato il 29/nov/2012 21:58

'Montiani' del Pdl divisi su futuro, Berlusconi frena Alfano

Ex socialisti da Cav. Frenano ex An,non Meloni. Mauro verso addio

Roma, 15 dic. (askanews) - Come un pendolo che oscilla, così il Pdl si muove senza sosta tra ipotesi di scissione e richiami all'unità, infatuazioni montiane e ritorni di fiamma berlusconiani. Il Cavaliere, forse perché alle strette o forse anche con un pizzico di divertimento, spinge il pendolo a ritmo sempre più frenetico. Il risultato è il caos. A molti, nelle file di via dell'Umiltà, appare ormai evidente che un eventuale impegno politico di Mario Monti non contemplerà un'intesa con la forza di Silvio Berlusconi. Certo, il fondatore del Pdl ha insistito anche ieri sulla necessità di una larga alleanza contro la sinistra: "Spero che Monti voglia sciogliere la riserva, stiamo attendendo la sua decisione". Ma è un pressing sempre meno convinto, tanto che è lo stesso Berlusconi ad aggiungere subito dopo: "Io intanto resto disponibile in campo". Non è detto però che una parola definitiva sull'impegno del Professore possa essere pronunciata entro domenica. Anzi, è probabile che poco di nuovo arriverà nel week end su questo fronte. Ragion per cui le due convention convocate dalle anime 'scissioniste' o inquiete del Pdl rischiano di apparire addirittura intempestive. Un paradosso, se si considerano i tempi strettissimi a disposizione prima di presentare eventuali liste. Chi si trova in seria difficoltà è il segretario Angelino Alfano. Invitato da Gianni Alemanno per il varo di Italia Popolare, l'ex Guardasigilli ha subito accettato. Il problema è che la natura dell'iniziativa ha assunto una sfumatura montiana che, in caso di ritorno in campo del Cav, può risultare politicamente scomoda. Ieri Angelino ha discusso con i big del partito e con Berlusconi dell'opportunità di recarsi all'evento. L'input arrivato da palazzo Grazioli pare si stato quello di 'sminare' l'evento, buttando acqua sul fuoco degli entusiasmi filo montiani. E lo stesso Berlusconi starebbe valutando l'opportunità di inviare un messaggio di saluto ai convegnisti. Non che tutti i moderati riuniti da Alemanno siano disposti ad abbandonare la scialuppa di Silvio, anzi. L'unico che ha serie chance di essere accolto in un eventuale centro del Professore è Mario Mauro e la sua galassia ciellina. Per il resto, molti dei partecipanti all'evento pare abbiano fatto nelle ultime ore semipubblica dichiarazione di lealtà al partito di via dell'Umiltà e al suo leader. Gli ex socialisti come Cicchitto, Sacconi e Quagliariello, ad esempio, che pare siano stati ricevuti ieri da Berlusconi per un chiarimento. Né, d'altra parte, è scontato che Alemanno possa ottenere uno spazio adeguato nel nuovo progetto centrista. Quanto agli altri ex An, pare sia in atto una brusca frenata. Maurizio Gasparri starebbe insistendo per restare nel Pdl e al fianco del Cav. Ignazio La Russa starebbe ragionando sull'agibilità politica dell'operazione. Giorgia Meloni, invece, sarebbe orientata a proseguire sul cammino intrapreso, dando vita a una forza autonoma. Ma il quadro è così confuso che tutto può cambiare nel volgere di un pomeriggio. O di un'apparizione a Milanello, visto che oggi Berlusconi è atteso sui campi del Milan - come è ormai consuetudine - per incoraggiare la squadra in vista del match di domenica. In tasca il Cav porta i sondaggi della Swg che gli attribuiscono un positivo +3% conquistato in una settimana. Numeri che lo fanno rifiatare e che lo convincono della validità della tesi che in queste ore va per la maggiore, nel quartier generale di Arcore: è possibile raggiungere almeno il 20% dei consensi, meglio se in un Parlamento ingovernabile, per poi spendersi in una legislatura costituente, favorita da un passo di lato di Silvio. Fantapolitica, forse, ma di questi tempi anche questa può servire ad affrontare una campagna elettorale.

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