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pubblicato il 15/gen/2013 12:00

'Imbuto' candidature e deroghe al vaglio. Cav le vuole blindate

Cosentino ci sarà. E Berlusconi rilancia offensiva su pm Milano

'Imbuto' candidature e deroghe al vaglio. Cav le vuole blindate

Roma, 15 gen. (askanews) - Poche certezze e pochissime le persone che ne sono a conoscenza. Da una parte i vertici che si fanno sempre più ristretti, dall'altra aumenta la processione di facce, per lo più di cattivo umore, che sfilano tra Montecitorio, via dell'Umiltà e palazzo Grazioli in attesa di una risposta. E la domanda è sempre la stessa: sarò candidato o no? Il Pdl, insomma, è in pieno psicodramma da compilazione delle liste e, verosimilmente, vi rimarrà fino all'ultimo momento utile. Difficile che le carte vengano scoperte prima del week end visto che tante sono le promesse fatte, molti gli uscenti e non abbastanza i seggi sicuri a disposizione. Chi non ha evidentemente questo problema è Nicola Cosentino. Nonostante lo scontro 'pubblico' con il Governatore della Campania, Stefano Caldoro, non c'è nessun dubbio che sarà candidato (ed eletto) visto che dovrebbe occupare il secondo, massimo il terzo posto, nella lista della sua regione per il Senato. Così come dovrebbero farcela anche Marco Milanese e Luigi Cesaro. Quanto a Dell'Utri, il Cavaliere - viene riferito - si augura che sia lo stesso senatore alla fine a scegliere di farsi da parte. Ma certo, se 'l'amico' dovesse insistere sarebbe difficile dire di no. Anche oggi nella residenza romana del Cavaliere si è tenuto un incontro tra 'pochi intimi': oltre all'ex premier, c'era ovviamente il 'potentissimo' Denis Verdini, il segretario Angelino Alfano, il coordinatore Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto. Obiettivo: studiare la questione delle deroghe. Berlusconi - viene riferito - vorrebbe che fossero limitate, possibilmente non oltre la decina. E questo anche perchè, come è evidente, un'applicazione rigida consente anche di giustificare più facilmente le varie esclusioni. L'ex premier, viene spiegato, ci sta mettendo molta attenzione nella compilazione delle liste. E questo non soltanto perchè la fidata Ghisleri gli ha spiegato che saranno un banco di prova per i sondaggi attualmente in risalita. Ma anche perchè il Cavaliere non vuole che si ripeta quello che considera 'l'effetto Fini', ossia i passaggi di parlamentari eletti nelle liste Pdl e poi trasmigrati altrove. Soprattutto in caso di pareggio al Senato Berlusconi vuole trovarsi nella posizione di poter 'giocare' la partita e questo prevede che le sue pattuglie gli siano fedeli. Di certo a influire sull'umore del Cavaliere, ancora una volta, sono le aule di tribunale. Dopo il no allo stop del processo Ruby, l'ex premier teme una condanna che arrivi a ridosso dell'apertura delle urne. Da qui il colpo affondato, durante la trasmissione 'Omnibus', nei confronti del pm Ilda Boccassini: "dovrebbe essere processata" perche usa "risorse dello Stato" per un processo che - dice - è solo una "mostruosa macchina di diffamazione".

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