lunedì 27 febbraio | 03:42
pubblicato il 29/nov/2012 21:58

## Elezioni/ Monti prepara 'agenda', Pd teme tensioni a sinistra

Veltroni: "Riconoscere meriti Prof".Per Bersani sintesi difficile

Roma, 21 dic. (askanews) - Tutti sono concentrati sul dilemma 'si candida o non si candida', ma al quartier generale Pd la riflessione sul futuro di Mario Monti è concentrata su qualcosa di diverso: il Professore sembra sempre più determinato a perseguire un risultato, creare un problema alla coalizione Pd-Sel e già ieri se ne è avuto un assaggio con la partecipazione all'assemblea Fiat di Melfi insieme a Sergio Marchionne. Ora il prossimo passo sarà la famosa 'agenda' che Monti presenterà, a quanto pare, domenica: un manifesto programmatico che dovrebbe essere rivolto ufficialmente a tutte le forze politiche per chiedere la 'continuità' del lavoro iniziato quest'anno. Proposta che il Professore dovrebbe costruire in modo che risulti inaccettabile a Silvio Berlusconi, spingendo così il Pdl ad auto-escludersi. Ma questo non è tutto. L'agenda 'offerta' a tutti i partiti chiamerà in causa anche il Pd, Pier Luigi Bersani dovrà prendere una posizione, e non sarà una posizione facile. Oggi, alla Camera, Walter Veltroni ha concluso il suo discorso di commiato dal Parlamento con un passaggio insidioso: "Il presidente Monti ha fatto molto in un breve periodo, ha tenuto insieme una maggioranza innaturale, nata dall'emergenza e che non si ripeterà...". Ma secondo Veltroni questo lavoro è stato importante e "non riconoscerlo ora, in ragione delle sue scelte future, sarebbe intellettualmente disonesto". Peccato che già ieri Nichi Vendola, dopo la visita di Monti a Melfi, abbia ribadito: "Una parte delle classi dirigenti sceglie il modello Marchionne come nuova ideologia di riferimento. A questa scelta è necessario opporre un'offerta politica chiaramente alternativa. E' necessario che la coalizione di centro sinistra sappia caratterizzarsi per una forte discontinuità innanzitutto sui temi del lavoro e dei diritti". Non solo, ma secondo alcune voci Sel sarebbe parecchio preoccupata dalla lista di Ingroia, dagli 'arancioni' di de Magistris, da tutta una vasta concorrenza a sinistra e certo non potrebbe tollerare uno slittamento verso il centro del Pd in campagna elettorale. Ma per lo stesso Bersani sarebbe un problema spostarsi troppo verso il centro, l'alleanza con Sel nasce anche dall'esigenza di non 'scoprirsi' troppo a sinistra. Il leader Pd in questi giorni ha spiegato che lui intende mantenere il "rigore" di Monti, aggiungendoci "un po' di equità e un po' di lavoro". Ma con una 'agenda Monti' sul tavolo Bersani rischia di fare più fatica a mantenere l'equilibrio.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Pd
Pd, Veltroni: la sinistra divisa consegna l'Italia al polulismo
Pd
Renzi: D'Alema non ha mai digerito rospo, scissione Pd colpa sua
Governo
Governo, Alfano: non va stroncato per vicenda interna al Pd
Governo
Renzi: elezioni nel 2018, deciderà Gentiloni se votare prima
Altre sezioni
Salute e Benessere
Fibrosi polmonare idiopatica, al Gemelli seminario internazionale
Motori
L'agricoltura del futuro: Case IH presenta il trattore autonomo
Enogastronomia
Ricerca Gfk: l'identikit dei nuovi consumatori al supermercato
Turismo
Boom degli affitti brevi in ambito turistico e non solo (+30%)
Energia e Ambiente
Progetto Life-Nereide: asfalto silenzioso da materiale riciclato
Moda
Nuova linea ready-to-wear de La Perla: sensuali giacche corsetto
Scienza e Innovazione
Esa, Vega: nel 2018 opportunità di volo per minisatelliti multipli
TechnoFun
Google crea strumento intelligenza artificiale anti-trolls
Sistema Trasporti
Da UNRAE protocollo costruttori-scuole per formare autisti hi-tech