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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

## Elezioni/ Monti prepara 'agenda', Pd teme tensioni a sinistra

Veltroni: "Riconoscere meriti Prof".Per Bersani sintesi difficile

Roma, 21 dic. (askanews) - Tutti sono concentrati sul dilemma 'si candida o non si candida', ma al quartier generale Pd la riflessione sul futuro di Mario Monti è concentrata su qualcosa di diverso: il Professore sembra sempre più determinato a perseguire un risultato, creare un problema alla coalizione Pd-Sel e già ieri se ne è avuto un assaggio con la partecipazione all'assemblea Fiat di Melfi insieme a Sergio Marchionne. Ora il prossimo passo sarà la famosa 'agenda' che Monti presenterà, a quanto pare, domenica: un manifesto programmatico che dovrebbe essere rivolto ufficialmente a tutte le forze politiche per chiedere la 'continuità' del lavoro iniziato quest'anno. Proposta che il Professore dovrebbe costruire in modo che risulti inaccettabile a Silvio Berlusconi, spingendo così il Pdl ad auto-escludersi. Ma questo non è tutto. L'agenda 'offerta' a tutti i partiti chiamerà in causa anche il Pd, Pier Luigi Bersani dovrà prendere una posizione, e non sarà una posizione facile. Oggi, alla Camera, Walter Veltroni ha concluso il suo discorso di commiato dal Parlamento con un passaggio insidioso: "Il presidente Monti ha fatto molto in un breve periodo, ha tenuto insieme una maggioranza innaturale, nata dall'emergenza e che non si ripeterà...". Ma secondo Veltroni questo lavoro è stato importante e "non riconoscerlo ora, in ragione delle sue scelte future, sarebbe intellettualmente disonesto". Peccato che già ieri Nichi Vendola, dopo la visita di Monti a Melfi, abbia ribadito: "Una parte delle classi dirigenti sceglie il modello Marchionne come nuova ideologia di riferimento. A questa scelta è necessario opporre un'offerta politica chiaramente alternativa. E' necessario che la coalizione di centro sinistra sappia caratterizzarsi per una forte discontinuità innanzitutto sui temi del lavoro e dei diritti". Non solo, ma secondo alcune voci Sel sarebbe parecchio preoccupata dalla lista di Ingroia, dagli 'arancioni' di de Magistris, da tutta una vasta concorrenza a sinistra e certo non potrebbe tollerare uno slittamento verso il centro del Pd in campagna elettorale. Ma per lo stesso Bersani sarebbe un problema spostarsi troppo verso il centro, l'alleanza con Sel nasce anche dall'esigenza di non 'scoprirsi' troppo a sinistra. Il leader Pd in questi giorni ha spiegato che lui intende mantenere il "rigore" di Monti, aggiungendoci "un po' di equità e un po' di lavoro". Ma con una 'agenda Monti' sul tavolo Bersani rischia di fare più fatica a mantenere l'equilibrio.

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