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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

'Cinquanta sfumature' di Berlusconi: Lascio a Monti, ma forse no

Apertura (con minaccia) alla Lega. Stop a ricandidatura Dell'Utri

Roma, 12 dic. (askanews) - Silvio Berlusconi anche questa volta è stato in grado di sorprendere: perché in un'unica occasione - la presentazione del libro di Bruno Vespa - è riuscito a dire che sarà il candidato premier, ma forse no. Che si fa da parte se Monti si mette a capo dell'unione dei moderati ma che considera difficile che il Professore rinunci al suo profilo superpartes. E ancora: che con la Lega si sta ragionando, ma se non accettano di ri-allearsi in Lombardia e a Roma sono a rischio le giunte di Piemonte e Veneto. E poi: che vorrebbe rifare Forza Italia ma probabilmente resta il Pdl e che potrebbe essere vantaggiosa una scissione degli ex An, ma forse non se ne fa nulla. E, infine, che il candidato alla presidenza del Consiglio potrebbe anche essere Angelino Alfano. Ma in tutte le '50 sfumature' del Cavaliere, il comun denominatore appare uno soltanto: cercare di avere un ruolo nella prossima legislatura, continuare a 'recitare una parte in commedia'. La via di mezzo potrebbe essere quella di fare il 'regista', il 'coordinatore', insomma il "leader" della coalizione senza che questo necessariamente voglia dire puntare alla guida del governo. C'è un solo punto su cui il Cavaliere sembra essere categorico: la non ricandidatura dell'amico Marcello Dell'Utri, protagonista di un feroce duello rusticano - per carità verbale - con il segretario. Insomma, sarebbe la prima vittoria ai punti dell'ex Guardasigilli. Di certo il Cavaliere alla fine ha deciso che domani sarà a Bruxelles per partecipare al vertice del Ppe. La pesantezza degli attacchi concentrici ricevuti dalle Cancellerie europee sembravano averlo convinto che era meglio stare alla larga. E, invece, avrebbe prevalso il timore di sembrare un 'uomo in fuga'. E' soprattutto il rapporto con Mario Monti il vero nodo di queste ore. Berlusconi ha cercato di spiegare il suo rapporto con il professore: sempre stimato, l'ho nominato io commissario in Europa, se ci fosse stato lui a fare il ministro dell'Economia il governo sarebbe ancora al suo posto. Il Cavaliere tenta insomma di essere montiano e antimontiano allo stesso tempo.

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