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pubblicato il 22/giu/2012 21:43

'Berlusconi is back'. Avviso del Cav ai 'naviganti (e a Alfano)

Ex premier pronto ricandidarsi. E attacca su Germania e giustizia

'Berlusconi is back'. Avviso del Cav ai 'naviganti (e a Alfano)

Roma, 22 giu. (askanews) - E sarà pure un'intervista di quattro mesi fa quella in cui si ricandidava alla "guida dei moderati". Ma bastava vederlo oggi, in mezzo ai giovani del Pdl chiamati a Fiuggi da Anna Grazia Calabria, per capire che il progetto è più che mai attuale. Quello che Silvio Berlusconi ha più volte ripetuto in questi ultimi tempi, lasciando i suoi interlocutori a chiedersi se i suoi fossero soltanto degli sfoghi del momento, oggi si è trasformato in pubblica certezza. Parrebbe incredibile e invece il Cavaliere ci sta pensando sul serio: candidarsi. Per la sesta volta. La scenografia dell'evento, d'altra parte, gli è propizia. Domande e risposte intervallate da citazioni dei suoi discorsi: una liturgia che sembra quella delle letture del Vangelo. Io ancora in politica? "Ci sto, ma datemi il 51%" afferma Berlusconi, sottolineando di averla "detta grossa", ma poi neanche tanto. Tornando a lamentarsi - per l'ennesima volta - di quell'architettura dello Stato che trasforma i progetti di legge da cavalli in ippopotami. Scusandosi per non aver realizzato quella rivoluzione liberale promessa "in buona fede" nel '94. Non tralascia nessun fronte il Cavaliere che, mentre a Roma Monti si sforza di trovare un'intesa con Hollande, Rajoy e Merkel in vista del Consiglio europeo di fine mese, ribadisce che se la Germania dovesse continuare a opporsi a rendere la Bce "una vera banca" tutti gli altri Stati dovrebbero unirsi e dire alla Cancelliera 'prego, quella è la porta per uscire dall'euro. Si accomodi fuori. E figurarsi se tralascia il suo cavallo di battaglia: la giustizia. Che oggi si arricchisce di un nuovo capitolo: se passano certe norme del ddl anti-corruzione - sentenzia l'ex premier - finiamo "tutti nelle mani dei pm". Ma a dispetto delle bordate lanciate in direzione degli altri Paesi europei e del governo Monti, è soprattutto sul 'fronte interno' che il Cavaliere si concentra. Delineando, con tono così pacato da sembrare chirurgico, i contorni del suo progetto. E' pronto a rimanere in prima fila il Cavaliere, con buona pace del partito che tanto era in ambasce per le voci sul proliferare di liste civiche e anche di Angelino Alfano lasciato a 'sponsorizzare' con vigore quelle primarie che avrebbero dovuto sancire la sua guida del partito. E invece Silvio Berlusconi è lì a spiegare che tra l'altro con il Pd è in corso una trattativa sulla legge elettorale proporzionale che consentirebbe a un solo partito di avere la maggioranza e poi di decidere con chi allearsi, come ha fatto la Merkel. "Con una buona campagna elettorale in pochi punti qualificanti possiamo tornare al governo" dice. L'inciso è: solo se mi ci metto io possiamo sperare di ottenere questo risultato. Il Cavaliere nega dunque che ci siano in vista frammentazioni del Pdl e, considerata anche la platea, parla della necessità di nuovi innesti (ergo, si preoccupi chi comincia ad avere un po di legislature alle spalle). Il partito resta - assicura - ma ancora una volta spiega che non potrà presentarsi alle prossime elezioni con lo stesso nome. Ce ne vuole uno che scaldi, uno - osserva - che richiami le "nostre fondamenta": Italia e libertà. Domani a Fiuggi tocca ad Angelino Alfano parlare. Ma, almeno oggi, il segretario fa capolino per dieci-secondi-dieci: il Cavaliere gli concede un mini tributo in oltre un'ora e mezza di dichiarazioni, descrivendolo come uno "intelligente" capace di "parlare sia con la testa che con il cuore". Ma a chi gli chiede se dunque il destino di Angelino sia quello di restare a risolvere le rogne del partito mentre lui si candida a premier, Berlusconi risponde sorridendo con un "no, no" che sembra più un modo di liquidare la domanda che altro.

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