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Giovedì 14 aprile 2016 - 10:39

Cos’è l’ortoressia, la patologia che minaccia i salutisti

I più colpiti sono gli uomini, la città più colpita è Milano
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Roma, 14 apr. (askanews) – Mangiare sano è una delle azioni piùimportanti per la salute delle persone, ma quando diventa estremopuò tramutarsi in disturbo. Il desiderio di mangiare sano,infatti, può trasformarsi in una patologia ossessivo-compulsiva,chiamata Ortoressia. Secondo recenti dati diffusi dal Ministerodella Salute, sarebbero oltre 3 milioni gli italiani con disturbialimentari e di questi circa il 15% soffrirebbe di questodisturbo, con una netta prevalenza degli uomini (11,3%) rispettoalle donne (3,9%). Ma qual è il rapporto delle persone con ilcibo? Ben un italiano su 3 dichiara di avere almeno un amicofissato con l’alimentazione, che non vuol dire soffrire diortoressia, ma rientrare nella categoria di potenziali “vittime”di questa patologia. Il termine fu coniato per la prima volta nel1997 dal dietologo americano Steven Bartman. Una problematicadenunciata più volte da quotidiani illustri come il The DailyTelegraph e il The Indipendent, portatori di un messaggio fortecontro certi comportamenti alimentari, il più delle volteossessivi, che producono conseguenze negative sulla salute dellepersone. Già in passato Bettina Isenschimd, consulente per idisortidi alimentari presso l’Hôpital de l’Isle di Berna,denunciò il fatto che in Europa, le persone venissero sottopostea un continuo bombardamento di informazioni su ciò che fa bene ofa male alla salute, rendendo la spesa al centro commerciale unavera e propria sfida quotidiana.
Ã? quanto emerge da un’indagine promossa da Nutrimente,associazione per la prevenzione, la cura e la conoscenza deidisturbi del comportamento alimentare, condotta su circa 1200italiani tra uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni,realizzato con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraversoun monitoraggio online sui principali social network, blog, forume community dedicate, per scoprire che rapporto hanno gliitaliani con il cibo.
“L’ortoressico sviluppa una vera e propria fobia per i cibiconsiderati ‘pericolosi’ come gli Ogm – spiega Sara Bertelli,psichiatra e presidente dell’Associazione Nutrimente Onlus -Questa ossessione porta ad una dieta molto restrittiva eall’isolamento sociale. Ã? come se il cibo sano diventasse unamissione morale e tutte le altre sfere di vita passassero insecondo piano. Quando un comportamento alimentare divieneortoressico in maniera rigida, si può affrontare con una buonapsicoterapia, che sottolinei i benefici e le limitazioni di talerigidità e che aiuti ad individuare delle alternative piùfunzionali. La psicoterapia può essere affiancata da un approcciodietologico che vada a correggere le sindromi carenziali chepossono insorgere, quali deficit vitaminici”.
Ma quali sono le ‘fissazioni’ piùcomuni che contraddistinguono l’italiano-medio a rischioortoressia? La pianificazione dei pasti si posiziona al primoposto con il (78%). Dedicare gran parte della domenica a cucinareper la settimana ventura, calcolando alla perfezione le dosi dipranzo e cena, senza sgarrare di un solo grammo, con il fine dievitare cibi ricchi di sale, zucchero o geneticamente modificati.Al secondo posto si posiziona il tempo trascorso al supermercato(75%) che si lega inevitabilmente al primo punto. Spendere granparte del tempo libero al supermercato, alla ricerca deglialimenti più salutari presenti sugli scaffali, a discapito dialtre attività più utili per il benessere della nostra salute,come l’attività fisica. Al terzo posto il pensiero ossessivo delcibo (71%). Molti italiani e non solo, passano più di 3 ore algiorno a pensare al cibo: cosa prendere e come preparalo? Fa beneo non fa bene? Meglio evitare e magiarlo ogni tanto? Uno statusossessivo che riguarda la ricerca e la selezione dei cibi, comunetra giovani e anziani.
L’Ortoressia nervosa si differenzia dai disturbi alimentari comel’anoressia e la bulimia, perché l’obiettivo iniziale non èquello di dimagrire. Paradossalmente tutto parte dall’idea distare bene, attraverso un’alimentazione sana e mirata, puòtrasformarsi in breve tempo in un fanatismo alimentare che fondale sue convinzioni in conoscenze spesso superficiali:”Diversamente da altri disturbi alimentari – continua la Bertelli- il focus non è sul peso o sulla forma corporea, ma sulmantenere il proprio corpo puro e sano. In quest’ottica è piùvicino allo spettro ossessivo-compulsivo che a quello deiDisturbi della Condotta Alimentari. In comune con i DCA vi è laricerca del perfezionismo, il bisogno di controllo, gli esitisull’organismo e sulle sfere di vita. Un’altra fonte di rischiodi questa ossessione è che la conoscenza di questi soggettispesso non si fonda su una reale competenza riguardo lanutrizione, ma su convinzioni personali, sentito dire, notiziepseudoscientifiche trovate su internet”.
Ma quali sono le principali città italiane dove questa patologiarischia di diffondersi a macchia d’olio? Al primo posto sicolloca Milano (33%), capitale della moda e non solo. Sonoinfatti i meneghini i più ossessionati dai valori nutritivi delcibo, capaci di spendere gran parte del tempo libero al centrocommerciale, per disegnare un menù settimanale maniacale. Alsecondo posto si posiziona Roma (27%). Amatriciana e cacio e pepevengono messe da parte, provocando insoddisfazione affettiva epersino l’isolamento sociale, causati dalla persistentepreoccupazione legata al mantenimento di tali rigide regolealimentari. Il podio è completato da Torino (21%) dove, fattaeccezione per agnolotti e bagna càuda, i torinesi non transigonoe vivono l’alimentazione attraverso rigide regole alimentariautoimposte.
Seguire una dieta ferrea che nonprevede nessun incidente di percorso, può portare le persone adaffrontare situazioni spiacevoli e dannonse. Ma quali sono lesituazioni più singolari della vita quotidiana, nelle qualiinfluisce maggiormente questa patologia? Rinunciare a unappuntamento galante (76%) si posiziona al primo posto. Capitaspesso che proprio l’uomo rimandi al mittente una propostaromantica. Paradossale e poco galante, le fissazioni del partnera volte possono creare situazioni di forte tensione nella coppia.Disertare le uscite di gruppo (72%) è un altro classico checolpisce gli italiani. Trovare ogni giorno una scusa, per evitaredi fare l’aperitivo con gli amici o con i colleghi di lavoro,”assolutamente dannoso” per la propria salute, mette l’individuonella condizione di vivere un isolamento sociale perenne. Evitarecerimonie (68%) è un altro gesto che può essere frainteso.Pensato con la volontà di non volersi tuffare nella serieinfinita di prelibatezze che solitamente seguono le celebrazioni,questo gesto può essere vissuto dai parenti del festeggiato/acome un affronto nei confronti del proprio figlio o nipote,andando a creare tensione tra le parti.
Red/Apa/Int9

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