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pubblicato il 13/gen/2017 15:55

## Libia, Tobruk attacca l'Italia e Haftar tesse rete con i russi

Agenzia turca: generale prepara attacco a Tripoli dal Sud

Roma, 13 gen. (askanews) - In Libia, all'indomani della prova di forza degli islamisti a Tripoli, la situazione nel Paese nordafricano sembra destinata ad ulteriori complicazioni se verrà confermata la notizia, diffusa dai media arabi, della firma da parte del generale Khalifa Haftar di un'intesa per la creazione di una base militare russa nella Cirenaica. Il tutto pochi giorni dopo la riapertura dell'ambasciata italiana a Tripoli e il rinnovato sostegno di Roma al governo di accordo nazionale di Fayez al Sarraj, riconosciuto dalla Comunità internazionale. Iniziativa bollata dal governo dell'Est del Paese, alleato di Haftar, come "una nuova occupazione militare". E' quanto emerge da analisi e notizie diffuse oggi dai media mediorientali, come l'agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu, che svela i presunti piani del generale Haftar per conquistare la capitale partendo dal Sud del Paese, dove le sue truppe starebbero facendo incetta di numerosi basi aeree.

In Libia, di fatto, ci sono tre governi: quello di Sarraj, nato dall'accordo mediato dall'Onu e siglato in Marocco nel dicembre 2015; quello laico di Tobruk, in Cirenaica, guidato da Haftar, che può contare sull'appoggio del vicino Egitto e degli Emirati arabi uniti, che hanno già una base militare in Libia; e infine il governo islamista di salvezza nazionale che si era autosospeso dopo l'arrivo di Sarraj a Tripoli, nel marzo 2016, guidato da Khalifah Ghweil, sostenuto e finanziato da Turchia e Qatar.

La prova di forza di Ghweil ieri a Tripoli, con la presunta occupazione di alcuni ministeri, è arrivata due giorni dopo la firma di "un progetto di memorandum d'intesa" tra Italia e Libia per combattere il traffico di esseri umani e arginare i flussi di migranti in arrivo sulle coste italiane. Un annuncio seguito all'indomani dalla riapertura dell'ambasciata italiana a Tripoli. "Una nuova occupazione militare", è stata l'immediata reazione del governo di Tobruk, che ha denunciato anche l'"ingresso in acque territoriali libiche di una nave carica di armi e soldati italiani". Notizia seccamente smentita dal governo italiano. (Segue)

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