venerdì 09 dicembre | 00:51
pubblicato il 18/ott/2016 11:42

## Cosa fanno i militari italiani in Iraq

Addestramento forze locali, recupero feriti, protezione diga Mosul

Roma, 18 ott. (askanews) - Un intervento italiano nell'operazione per la conquista di Mosul "non è previsto" in alcun modo e il personale militare presente in Iraq, nell'ambito della coalizione internazionale in lotta contro l'Isis, si occuperà solo dell'addestramento delle forze locali e - in caso di necessità - del recupero degli alleati feriti o in imminente situazione di pericolo. L'intera operazione per la riconquista della città del Nord dell'Iraq è nelle mani delle forze armate curde e irachene, per un totale di circa 35.000 uomini, con il supporto "logistico" di Stati uniti, Francia e Turchia. Lo precisano fonti qualificate nelle ore in entra nel vivo l'operazione per strappare allo Stato islamico la città di Mosul.

L'Italia è attualmente impegnata in Iraq in due operazioni distinte, quella denominata "Prima Parthica" nell'ambito della coalizione internazionale a guida Usa in funzione anti-Isis, e quella per la protezione della diga di Mosul, chiamata "Praesidium".

PRIMA PARTHICA

L'operazione "Prima Parthica" in Iraq è in corso dall'inizio del 2015. L'Italia partecipa complessivamente con circa 950 uomini che si occupano, prioritariamente, dell'addestramento delle forze locali: a Baghdad, con i Carabinieri inquadrati nella Police Advanced Training; ad Erbil, nel Kurdistan Training Coordination Center (Ktcc), a guida italiana dall'8 giugno fino a dicembre 2016. Al Ktcc contribuiscono nove nazioni, con propri addestratori: oltre all'Italia, Germania, Regno Unito, Ungheria, Norvegia, Finlandia, Olanda, Slovenia e Svezia. La scorsa settimana gli italiani del Kurdistan Training Coordination Center (Ktcc) hanno completato l'addestramento di 1.100 soldati dei due battaglioni della Prima e Seconda Brigata dei Peshmerga. Il numero di soldati addestrati dagli istruttori del Ktcc è di oltre 12.500: tra questi, 5.800 sono stati direttamente formati dai trainer italiani.

Nell'ambito dell'operazione "Prima Parthica", circa 130 militari italiani - elicotteristi, fucilieri, meccanici, addetti alla logistica - si occupano della missione "Personal recovery", con base a Erbil. Le regole di ingaggio prevedono l'obbligo per i nostri militari di recuperare i soldati della coalizione rimasti feriti o coinvolti in una situazione di grave e imminente pericolo. Una missione che potrebbe diventare necessaria durante le operazioni per Mosul. "Sono ovviamente sottoposti a rischi e per questa ragione hanno dotazioni che consentono loro di rispondere in caso di attacco", hanno notare fonti qualificate. L'operazione avviene tramite quattro Nh-90 dell'Esercito. La protezione è garantita dagli elicotteri d'attacco A-129 Mangusta.

Alla base di Ahmed al Jaber, nel Sud del Kuwait, sono di stanza inoltre quattro aerei Tornado e un Boeing KC-767 tanker per il rifornimento in volo. Dal Nord del Paese, dove si trova l'aeroporto di Ali al Salem, partono invece due Predator per attività di ricognizione e raccolta informazioni.(Segue)

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Altre sezioni
Salute e Benessere
Orecchie a sventola, clip rivoluziona intervento chirurgico
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni