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Giovedì 16 novembre 2017 - 15:56

L’Impresa Sostenibile – numero 1

 


Cronache della rendicontazione non finanziaria e della responsabilità sociale d’impresa


16 novembre 2017 – numero 1



L’editoriale


La rendicontazione non finanziaria
tra obbligatorietà e opportunità


La sostenibilità esce dal volontariato e diventa un’attività strutturata dell’impresa: il 30 dicembre 2016, infatti, il nostro Paese ha recepito (col Dlgs 254/16), la Direttiva 2014/95/EU del 2014. Questa normativa prevede che aziende, banche e assicurazioni di grandi dimensioni debbano presentare, a partire dal 2017, oltre alla rendicontazione finanziaria, anche una serie di informazioni non finanziarie, in ambito ambientale, sociale, gestione del personale, rispetto dei diritti umani e lotta alla corruzione attiva e passiva. Le imprese tenute a questa “rendicontazione non finanziaria” dovranno includere anche le azioni per garantire la parità di genere. Inoltre, le aziende dovranno descrivere i risultati conseguiti ed i relativi indicatori. La “rendicontazione non finanziaria” sarà oggetto di vigilanza da parte della Consob, che eseguirà gli accertamenti ed eventualmente erogherà sanzioni. Per ora l’obbligo è limitato a “enti di interesse pubblico” (società o holding di gruppo quotate in Borsa) oltre 500 dipendenti e oltre 40 milioni di fatturato, o attivo di stato patrimoniale oltre 20 milioni. Ma è probabile che in futuro l’obbligo sarà esteso anche a realtà più piccole: già ora il decreto incoraggia anche chi non è tenuto al rendiconto a redigerlo e presentarlo.

La norma non deve essere vissuta come un nuovo obbligo burocratico, ma come un’opportunità per arrivare a quel “bilancio integrato” esteso ai temi ambientali, sociali, di sostenibilità dell’impresa, che segue un’evoluzione della sensibilità non solo dei consumatori, ma anche degli investitori. E’ molto importante che questi due aspetti, di obbligo e di opportunità, vengano tenuti presenti sia dalle istituzioni che dovranno attuare le norme con la necessaria gradualità e flessibilità, sia dagli imprenditori, che dovranno fare della rendicontazione non finanziaria una leva di modernizzazione e sviluppo nel segno della sostenibilità. Bisogna agire, e agire presto, perché secondo diversi osservatori molte imprese non sono ancora a conoscenza dell’obbligo che le riguarda. E’ vero che la rendicontazione si applica ai bilanci 2017 e dunque i primi documenti si dovranno redigere nella primavera 2018. Ma occorre muoversi per tempo perché sarà necessario organizzare un sistema informativo aziendale che sia in grado di fornire i dati significativi per la redazione del rendiconto. Né la rendicontazione, come alcuni potrebbero pensare, è solo il nuovo nome del bilancio sociale che già parecchie imprese redigono. Il passaggio dal volontarismo del bilancio sociale all’obbligatorietà della rendicontazione richiederà una maggiore estensione e precisione delle informazioni. Si potrebbe dire che la rendicontazione comprende il bilancio sociale, ma non si esaurisce in esso. Ci sarà bisogno di molta informazione, molta condivisione e molto di ascolto: per esempio da parte della Consob, che entro l’anno varerà le linee guida per la redazione della rendicontazione, utilizzando le indicazioni emerse dalla consultazione pubblica che si è tenuta nei mesi scorsi. Questa newsletter, che abbiamo intitolato “L’Impresa Sostenibile – Cronache della rendicontazione non finanziaria e della responsabilità sociale d’impresa” è dedicata a tutti coloro che s’impegneranno a vivere questa nuova fase della vita dell’impresa come un’opportunità per far fare un salto di qualità a tutto il sistema economico.

Paolo Mazzanti
Direttore askanews



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