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pubblicato il 29/nov/2016 10:50

Siria, quotidiano russo rilancia: presenti forze militari egiziane

Il Cairo ha già smentito notizia data da testata libanese

Siria, quotidiano russo rilancia: presenti forze militari egiziane

Roma, 29 nov. (askanews) - Le forze armate russe sono presenti in Siria per partecipare alla lotta contro i gruppi terroristici. E' quanto scrive oggi il quotidiano russo Izvestia, citando una fonte della "comunità militare e diplomatica russa". Già nei giorni scorsi la stampa libanese aveva riferito della presenza egiziana in Siria, subito smentita dal Cairo.

"Naturalmente, è vero. Tutti comprendono che la partecipazione al conflitto siriano renderà possibile influenzare gli eventi futuri all'interno della Siria e nella regione. Non c'è niente di sorprendente in questo", ha detto la fonte russa. Stando a quanto riportato dal quotidiano libanese As-Safir, il Cairo avrebbe inviato in Siria un'unità di supporto aereo in vista di un maggior dispiegamento militare in programma all'inizio del prossimo anno. "Queste illazioni esistono solo nell'immaginazione di coloro che le veicolano", ha subito replicato un portavoce del ministero degli Esteri del Cairo.

Una fonte siriana ha detto a Izvestia che Damasco accoglie con favore l'impegno di qualsiasi Paese intenzionato a mandare le proprie truppe in Siria per combattere i jihadisti dello Stato islamico (Isis) e le altre organizzazioni terroristiche : "Stiamo assistendo a un cambiamento di posizione di diversi Paesi arabi riguardo agli sviluppi in Siria, tra questi anche l'Egitto che ha compreso che l'Isis e i combattenti di altri gruppi contro cui sono impegnate le forze governative sono un pericolo anche per loro. In questo contesto, il governo è pronto ad accogloere la partecipazione di qualsiasi esercito arabo contro il terrorismo in territorio siriano".

In una recente intervista all'emittente portoghese RTP, alla domanda se il Cairo manderebbe peacekeeper in Siria, Sisi aveva risposto: "E' meglio che siano gli eserciti nazionali ad assumersi la responsabilità di garantire sicurezza e stabilità. La nostra priorità è sostenere gli eserciti nazionali, per esempio in Libia per garantire il controllo dei territori libici e affrontare gli estremisti. Lo stesso vale per Siria e Iraq".

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