mercoledì 28 settembre | 03:41
pubblicato il 04/mar/2016 18:54

Prodi: chiunque va in Libia diventa nemico di tutto il popolo 

"Senza richiamo totale del Paese guerra è ultima cosa da fare"

Prodi: chiunque va in Libia diventa nemico di tutto il popolo 

Genova , 4 mar. (askanews) - "La guerra è l'ultima cosa da fare. Il problema libico è di una società che si è sfrangiata con mille tensioni, tribù, bande armate diverse. O c'è una unità vera che ti chiama e allora vai ad aiutare a ricostruire lo Stato e la pace oppure chiunque vada è nemico di tutto il popolo libico". Lo ha affermato Romano Prodi questa sera a Genova parlando di un possibile intervento militare in Libia a margine di un dibattito organizzato nell'ambito della terza edizione del festival della rivista di geopolitica Limes. 

"Il problema della Libia -ha sottolineato l'ex premier- è di un Paese in totale dissoluzione. Per questo quando dico che non si può andare in guerra se non c'è un richiamo totale del Paese perché entrare in un Paese in dissoluzione con una forza armata significa radunare tutti contro di sé. Non credo che né l'Italia né qualcun altro possa permetterselo".

Secondo Prodi, "serve un governo di unità nazionale che rappresenti veramente il Paese. Ho usato questa espressione -ha spiegato- perché nella mia conoscenza una parte delle tensioni sono oggi anche tra Tobruk e Tripoli. Occorre fare attenzione perché un governo rabberciato con parlamentari che non vanno e delle situazioni di continuo avanti e indietro darebbe poco affidamento. Occorrerebbe -ha aggiunto l'ex premier- che attorno al tavolo si mettessero non dico tutti i rappresentanti di tutte le 140 tribù ma almeno quelli che rappresentano davvero il Paese".

Parlando dell'eventuale divisione della Libia in tre parti, Prodi ha poi dichiarato: "Non ne vedo almeno per ora la possibilità o la convenienza. E' vero che queste tre regioni hanno una storia diversa ma ormai uno Stato unitario c'è da molto tempo e poi le divisioni sono anche interne a queste tre entità. Mi permetto -ha concluso- anche di essere sospettoso sul fatto che, in caso di divisione, potenze diverse potrebbero metterci la mano sopra". 

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Giappone
Eccezionale scoperta: trovate monete romane in Giappone
Siria
La guerra "mostruosa" di Assad: bombe anti-bunker su Aleppo
Nordcorea
Seoul: Corea del Nord potrebbe presto fare nuovo test nucleare
Ue
Regno unito: anche dopo Brexit, contrari a esercito europeo
Altre sezioni
Salute e Benessere
Parte dal Gemelli Camion del Cuore, ambulatorio mobile cardiologia
Enogastronomia
Vino, Masi Agricola acquisisce il 60% di Canevel (Prosecco)
Start Up
Giovani talenti digitali in gara per l'ufficio postale del futuro
Motori
Cresce l'interesse per le vetture ibride: +41% vendite per l'usato
Turismo
Touring Club, per 66% italiani vacanze 2016 nel Belpaese
Moda
O bag torna a sostenere la Fondazione Umberto Veronesi
Sistema Trasporti
Singapore Airlines inaugura la rotta "Capital Express"
Scienza e Innovazione
Allarme Oms: 92% popolazione mondiale respira aria inquinata
Lifestyle e Design
Editoria, Roberto Ippolito svela tutti gli "Eurosprechi"