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pubblicato il 01/dic/2016 14:16

Presidenziali Austria, i rivali a confronto: Hofer e Van der Bellen

Ue e anti-Ue, estrema destra e l'anima ecologista al ballottaggio

Presidenziali Austria, i rivali a confronto: Hofer e Van der Bellen

Vienna, 1 dic. (askanews) - Da una parte Norbert Hofer, esponente dell'Fpoe, partito violentemente anti-immigrati e convintamente anti-europeista, dall'altra il candidato ecologista ed europeista Alexander van der Bellen. Per i due rivali nelle presidenziali austriache, domenica si ripete il ballottaggio dopo l'annullamento del precedente per errori nelle procedure di scrutinio. Hofer e Van der Bellen alla vigilia del voto sono dati testa a testa. E sono lo specchio della divisione interna che dilania l'Austria e l'Europa.

Descritto come la "faccia amica" del Fpoe, il 45enne Hofer, che ha perso per un soffio il primo ballottaggio, si è autoproclamato il "gladiatore" della politica austriaca e ha portato avanti la retorica anti-immigrati con un sorriso vincente che fa da contraltare ai discorsi incendiari del leader del partito Heinz-Christian Strache.

Al primo turno Hofer, che ha minacciato di indire un referendum sull'uscita dell'Austria dall'Ue se venisse eletto e soprattutto se la Turchia diventasse membro dell'Unione, aveva ottenuto il 35%, il migliori risultato a livello federale per il partito di estrema destra dal 1945. Gli osservatori hanno sottolineato che il tranquillo politico è come "un lupo nei panni di un agnello", un lupo che ama sparare a va in giro con la sua Glock.

Sulla sponda opposta Alexander Van der Bellen, vincitore del primo turno, poi annullato per irregolarità, e dato ancora in testa nel voto postale, che dovrebbe fargli riguadagnare terreno. Il 72enne, nato da padre aristocratico russo e da madre estone fuggiti allo stalinismo, con il suo look un po' scompigliato, l'atteggiamento burbero, contrasta con i poster elettorali di Hofer. Se "Hofer è l'aggressore che sa di poter guadagnare punti se non è troppo aggressivo, Van der Bellen appare come un gentleman simpatico e più anziano", ha sottolineato il politologo Peter Hajek.

Ma anche Van der Bellen ha tirato fuori gli artigli annunciando che non darebbe l'incarico di cancelliere a Strache, il cui partito è in testa nei sondaggi per le politiche del 2018. Annuncio a cui Hofer ha risposto definendolo un "dittatore verde".

Il candidato ecologista, dopo l'infanzia in Tirolo, ha intrapreso la carriera accademica, diventando preside della Facoltà di Economia dell'Università di Vienna, prima di unirsi ai Verdi negli anni Novanta, quando sotto la sua leadership il partito ottenne risultati record. I modi da professore sono emersi spesso nei dibattiti con Hofer: "Sto parlando di Europa: E-U-R-O-P-A. Mai sentito dire?", ha scandito in tono sarcastico a Hofer durante uno degli scontri tv all'inizio dell'anno. Dal canto su il candidato di estrema destra ha ribattuto: "Oh mio Dio, ecco il professore, Herr Doctor Van der Bellen".

Hofer, ingegnere aeronautico, figlio di un consigliere conservatore dello stato del Burgenland, si è unito al Fpoe nel 1994, diventando il segretario due anni più tardi. Negli anni è diventato consigliere di Strache, che ha preso la guida del partito dopo il carismatico Joerg Haider nel 2005, cercando di spostare l'attenzione dalla retorica apertamente xenofoba a temi più sociali che potessero rubare consensi ai principali partiti in tempi di crisi economica. Una strategia che ha pagato.

La sua base di elettori è formata principalmente da lavoratori e agricoltori, ("hai le star, ma io ho il popolo", ha detto a Van der Bellen) ma ultimamente ha raccolto anche le allargato il suo orizzonte, raccogliendo preferenze in generale tra quanti guardano alla destra in Austria. Nonostante il suo aspetto amabile e la sua retorica più moderata, Hofer ha istanze proprie dell'estrema destra e ha apertamente dichiarato che "l'Islam non fa parte dell'Austria". "Quando parliamo di Norbert Hofer, parliamo di qualcuno affascinato dall'ideologia della Grande Germania...qualcuno tirato fuori dal cappello di un capo di partito con collegamenti con ambienti neo-nazisti", secondo il magazine austriaco Profil.

(fonte afp)

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