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Giovedì 14 gennaio 2021 - 17:51

Parenti (capo rappresentanza Ue): una soluzione alla crisi di governo in tempi rapidi

'La presidenza del G20: momento fondamentale' 'Nessuna trappola dal Mes'
Parenti (capo rappresentanza Ue): una soluzione alla crisi di governo in tempi rapidi

Milano, 14 gen. (askanews) – Una crisi di governo nel bel mezzo della pandemia, e nell’anno in cui l’Italia dovrà avere tutte le carte in regola per essere il maggior beneficiario dei fondi del Next Generation Eu. Come vive l’Unione europea le fibrillazioni politiche italiane? Askanews lo ha chiesto ad Antonio Parenti, capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia.

“Nell’Unione europea si guarda sempre con attenzione ai passaggi politici importanti dei singoli Stati membri. Nel caso dell’Italia chiaramente c’è un’attenzione accentuata dopo gli eventi di queste ore, perché l’Italia è uno dei Paesi più importanti dell’Ue e il maggior beneficiario dei fondi del Next Generation Eu che dovrebbero iniziare ad essere spesi nel corso di quest’anno. Sicuramente c’è un forte interesse, una forte attenzione. Naturalmente la situazione è nelle mani della politica e delle istituzioni italiane. È sicuramente auspicabile che si arrivi in tempi piuttosto rapidi ad una soluzione stabile”.

Il tempo stringe. E gli impegni italiani del 2021 sono molteplici, importanti. E non si tratta soltanto di Next Generation Eu.

“La presidenza del G20: un momento fondamentale per rilanciare il multilateralismo, la cooperazione internazionale, soprattutto in un periodo che coincide con l’arrivo della nuova presidenza negli USA. Per cui, certo, una forte attenzione, nel rispetto di quelle che sono le rispettive competenze”.

Quanto al Recovery Fund, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato di “buoni progressi” nei negoziati con l’Italia. La deadline è stata spostata in avanti, a fine aprile. Ma se dovesse essere sforata che cosa accadrebbe?

“Esiste un costante dialogo tra la Commissione e l’Italia sull’uso delle risorse messe in campo con il Next Generation EU. Il Piano nazionale italiano è stato adottato dal governo e mi pare normale pensare che verrà presentato Bruxelles prima di fine aprile come previsto, anche in presenza dell’attuale crisi. Il problema non sarebbe tanto il mancato rispetto della deadline, che comunque politicamente non sarebbe un segno incoraggiante, quanto il fatto che la presentazione del piano non è la fine della storia, ma piuttosto l’inizio di un capitolo più rilevante che è quello della sua implementazione. Ritardarne la presentazione farebbe ritardare gli esborsi e l’implementazione del piano stesso. Nell’attuale situazione economica del paese sarebbe un lusso che non mi sentirei di consigliare”.

Qualcuno ha definito il Mes “un prestito-trappola che ci metterebbe alla mercé della Ue”; Italia Viva ne ha invece fatto una bandiera. Perché il Fondo Salva-Stati divide così tanto la maggioranza in Italia?

“Il MES ha un passato che una parte importante della classe politica italiana considera “losco” ed è il passato legato all’uso che del MES fu fatto durante la crisi del debito in Grecia. Si imputano al MES molti dei costi sociali che le riforme imposte all’epoca dalla Troika (Commissione, IMF e ) imposero alla Grecia come condizione per l’ottenimento dei crediti. Se una critica al modo in cui fu affrontata la questione greca è sicuramente legittima ed in una certa misura pure condivisibile, si dimenticano facilmente tre punti. Il primo è che se non ci fosse stato il MES e la Grecia fosse andata sui mercati internazionali del debito o presso il Fondo Monetario Internazionale, le condizioni probabilmente sarebbero state anche più severe. Il secondo è che altri Paesi lo hanno utilizzato, ad esempio la Spagna e l’Irlanda, ottenendo importanti successi. Il terzo è che un prestito fatto per sopperire ad una crisi finanziaria in un paese normalmente richiede misure volte a porre le finanze pubbliche in una direzione di sostenibilità e dunque nel caso greco difficilmente si sarebbero potuti evitare misure con un forte impatto sociale. Piuttosto fu la mancanza di un adeguato sistema di protezione per le persone più colpite, che mancò, ed è positivo che in questa crisi l’Europa abbia imparato questa lezione ed adottato anche misure a tutela delle persone più colpite come il programma SURE. Detto questo, il sistema del MES ha subito diverse modificazioni in questi anni e una modifica fondamentale è stata quella introdotta per rendere una parte dei suoi fondi immediatamente disponibili nella lotta alle conseguenze delle pandemia, meglio nota come MES sanitario. Questa riforma consente l’uso di fondi con l’esclusiva condizione di usarli per interventi legati alla sanità. Non ci sono altre condizioni. Chiaramente ci sono dei controlli a che i fondi siano spesi per tali impegni e con i modi previsti, ma a parte questo nessuna trappola e d’altro canto nessun impedimento a che uno stato restituisca tali fondi in ogni momento se proprio dovesse temere delle trappole”.

La settimana scorsa la presidente von Der Leyen ha annunciato ulteriori acquisti Pfizer per 300 milioni, di cui all’Italia toccherà il 13,46% in arrivo dal secondo trimestre. Tuttavia la Germania prevede acquisti separati anche per i vaccini di Moderna e CureVac. I contratti bilaterali sono vietati o no?

“Ci sono state ragioni, condivise con tutti gli stati membri, per le modalità di acquisto dei vaccini che hanno permesso alla Commissione di assicurarsi una quantità più che sufficiente a coprire tutta la popolazione europea nel corso di quest’anno. Si è sempre ritenuto possibile che alcuni vaccini potessero essere disponibili prima di altri e ora che si visto e compreso meglio i possibili tempi dei vari vaccini si è agito di conseguenza. In ogni caso a partire dal secondo trimestre i quantitativi in arrivo saranno effettivamente maggiori. Gli stati membri non dovrebbero seguire rotte nazionali e la Commissione non è a conoscenza di contratti nazionali. In ogni caso le dosi che la Commissione ha prenotato hanno la precedenza, per cui credo che i cittadini europei ed italiani possano essere tranquilli circa l’efficacia delle misure prese dalla Commissione a tutela di tutti i cittadini europei”.

(di Cristina Giuliano)

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