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Martedì 24 novembre 2020 - 17:59

In tempo di pandemia un Giappone depresso vede un boom di suicidi

A ottobre cresciuti del 40%, quasi raddoppiato tra le giovani donne
In tempo di pandemia un Giappone depresso vede un boom di suicidi

Roma, 24 nov. (askanews) – E’ di nuovo allarme suicidi in Giappone. L’anno della pandemia, il 2020, sta facendo rialzare la testa a un fenomeno che, negli ultimi anni, sembrava in regressione: quello della morte volontaria. E particolarmente evidente appare la crescita dei suicidi tra le donne tra i 20 e i 40 anni.

Secondo quanto ha riferito il ministero del Welfare nipponico, nel mese di ottobre i numero dei suicidi è risultato del 40,2 per cento più alto rispetto allo stesso mese dello scorso anno: a ottobre 2019 si erano uccise 1.539 persone, mentre a ottobre 2020 sono state 2.158.

Sono sempre i maschi a togliersi più frequentemente la vita, questo è un fenomeno consolidato. A ottobre si sono ammazzati 1.306 uomini, con un incremento del 21,7 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Ma è impressionante il balzo in avanti registrato nei suicidi tra le donne: +82,8 per cento (852 rispetto a 466 di ottobre 2019). E particolarmente preoccupante è il fatto che questo incremento è fortissimo nella fascia tra i 20 e i 40 anni, con un sostanziale raddoppio.

“Con il prolungamento nel tempo dell’effetto del nuovo coronavirus, è possibile che si siano approfondite le ansie legate al lavoro e alla cura dei figli”, ha spiegato il ministero.

Sono ormai quattro mesi consecutivi che il dato dei suicidi è in crescita e certamente la crisi pandemica, seppur meglio contenuta in Giappone che in diversi paesi occidentali, ha comunque provocato una forte ansietà sia in merito alla situazione sanitaria sia in merito a quella economica.

La questione è diventata nuovamente di rilievo nazionale anche in seguito a una serie di suicidi di persone famose. A settembre una popolare attrice, Sei Ashina, è morta in quello che appare essere stato un suicidio e l’attore Haruma Miuura si è apparentemente tolto la vita. Ancora, la giovane star dei reality show Hana Kimura – nota per essere stata nel cast di “Terrace House” di Netflix – è morta in un presunto suicidio dopo essere stata vittima di stalking online.

Ma il caso che più ha colpito anche a livello internazionale è certamente quello di Yuko Takeuchi, la quarantenne celebre attrice conosciuta come protagonista di “Miss Sherlock”. L’artista, che a gennaio aveva dato alla luce il suo secondo figlio, è stata trovata morta il 27 settembre dal marito. La sua immagine sempre sorridente e la sua carriera brillante – dall’interpretazione in un ruolo di secondo piano dell’horror di grande diffusione “The Ring” alla serie della HBO “Miss Sherlock” – non suggerivano al più ampio pubblico una situazione tormentata.

Il Giappone è uno dei paesi che più apertamente rileva e dà notizia dei suicidi. Lo scorso anno, per la prima volta dal 1981, il numero totale era sceso sotto quota 20mila (19.959). Da dieci anni consecutivi questo dato è stato fortunatamente in flessione, ma nel 2020 il trend virtuoso si rovescia. Il picco era stato registrato comunque nel 2003, quando il numero di persone che si erano tolte volontariamente la vita era stato di 34.427.

Nel mondo della cultura giapponese del XX secolo moltissimi intellettuali e artisti di punta hanno prematuramente concluso la loro vita con un suicidio. A partire dagli scrittori Ryunosuke Akutagawa, Yukio Mishima e Yasunari Kawabata, premio Nobel per la letteratura.

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