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Venerdì 16 ottobre 2020 - 08:18

Come è andato il secondo dibattito tv tra Donald Trump e Joe Biden

I due candidati hanno schivato le domande chiave
Come è andato il secondo dibattito tv tra Donald Trump e Joe Biden

Roma, 16 ott. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo sfidante democratico Joe Biden hanno schivato le domande chiave durante il loro duello televisivo a distanza, in cui hanno risposto alle domande degli elettori.

Trump, repubblicano, si è rifiutato di rinnegare un bizzarro complotto online, mentre Biden, un democratico, non ha svelato i suoi progetti per l’alta corte. Entrambi i candidati – analizzano i media – sono rimasti a tratti sulla difensiva: i sondaggi di opinione indicano che Biden ha un solido vantaggio su Trump.

Tuttavia, i sondaggi sono ancora molto ravvicinati in diversi stati chiave che potrebbero decidere le elezioni. Più di 18 milioni di persone hanno già votato di persona o per posta per le elezioni del 3 novembre.

I ‘town hall’ di giovedì sera, come sono conosciuti negli Stati Uniti i duelli a distanza in tv in cui si risponde alle domande degli elettori, hanno sostituito un secondo dibattito presidenziale annullato. Trump non ha voluto prendervi parte a seguito della recente diagnosi di Covid-19, virus da cui ora sembra completamente guarito.

Durante l’evento in prima serata ospitato dalla rete televisiva NBC a Miami, in Florida, al presidente è stato chiesto della teoria complottista di QAnon, i cui aderenti reputano che Trump stia combattendo una rete clandestina di elite, che coinvolge complotti satanici e traffico di bambini. Quando la moderatrice Savannah Guthrie ha chiesto a Trump se ne prendesse le distanze, lui ha risposto: “Non so nulla di QAnon”.

Guthrie ha spiegato di avergli appena parlato del gruppo, etichettato come potenziale minaccia terroristica dall’Fbi. Il presidente ha detto: “Non ne so niente, so che sono accentuatamente contro la pedofilia, la combattono molto duramente”.

Trump ha invece puntato il dito contro l’Antifa, un movimento sciolto di attivisti principalmente di estrema sinistra accusati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di disordini civili nelle città americane durante le proteste per l’equità razziale negli ultimi mesi. Per la prima volta, il presidente ha detto che avrebbe accettato un trasferimento pacifico del potere se avesse perso le elezioni del mese prossimo, anche se ha espresso timori sull’integrità del voto.

“E poi chiedono ‘accetterai un trasferimento pacifico’”, ha affermato Trump. “E la risposta è: ‘Sì, lo farò’. Ma voglio che sia un’elezione onesta, e così (vogliono) tutti gli altri”. Trump ha dribblato altre domande sull’assistenza sanitaria e sulle dichiarazioni dei redditi e se si fosse sottoposto a un test sul coronavirus il giorno del suo ultimo dibattito con Biden, rispondendo in modo enigmatico: “Forse l’ho fatto, forse non l’ho fatto”.

Il presidente ha passato gran parte del town hall a discutere con la moderatrice, che ha contestato molte delle sue dichiarazioni. Ma è apparso raggiante quando un’elettrice ha introdotto la sua domanda dicendo: “E’ così bello quando sorride!” La serata del presidente Trump è stata definita controversa. La moderatrice Savannah Guthrie lo ha incalzato con altre domande quando sembrava evasivo. Il presidente è apparso più reattivo e brillante rispetto al primo dibattito, ma non c’è dubbio – dicono gli esperti – che abbia giocato ancora una volta in difesa.

Diverso il ‘mood’ al town hall di Biden. Il moderatore George Stephanopoulos ha permesso all’ex vicepresidente di fornire risposte lunghe, a volte tortuose. La sensazione era quella di un talk show di interesse pubblico, completo di letture solenni della Costituzione degli Stati Uniti prima delle interruzioni pubblicitarie. Il candidato democratico ha esitato quando gli è stato chiesto durante il dibattito della rete televisiva ABC a Filadelfia se sostenesse il ‘court packing’, il che avrebbe comportato l’aggiunta di seggi alla Corte Suprema degli Stati Uniti e la nomina di giudici per influenzare l’equilibrio ideologico delle sue sentenze.

Biden ha recentemente schivato le domande sulla questione, portando i conservatori a sostenere che sta progettando di interferire con la magistratura.

L’ex vicepresidente, in carica durante l’amministrazione di Barack Obama, ha dato ancora una volta risposte contrastanti ieri sera, dicendo all’inizio: “Non sono stato un fan del court packing. Non sono un fan”. Ma poi il moderatore George Stephanopoulos ha chiesto a Biden se fosse disposto a incrementare il numero di giudici se i repubblicani confermassero l’attuale candidato di Trump per il posto vacante alla Corte Suprema, di nove seggi. “Sono aperto a valutare che cosa accadrà da quel momento in poi”, ha detto, anche se si è rifiutato di rivelare la sua posizione sulla questione.

“Dipende da come lo gestiscono”, ha aggiunto, riferendosi apparentemente alla conferma repubblicana del giudice Amy Coney Barrett. Biden ha glissato di nuovo quando gli è stato chiesto se il suo contributo alla stesura del crime bill, un atto del Congresso che si occupa di criminalità e applicazione della legge entrato in vigore nel 1994, fosse stato un errore. Il movimento Black Lives Matter lo mette sul banco degli imputati per la carcerazione di massa di afroamericani.

“Sì, lo era (un errore)”, ha detto, “Ma è qui che è venuto l’errore: l’errore è venuto in termini di quello che gli stati hanno fatto a livello locale”. Aveva “molte altre cose che si sono rivelate buone e cattive”, ha aggiunto.

A Biden è stato anche chiesto se renderebbe obbligatorio un futuro vaccino contro il coronavirus. “Dipende dallo stato della natura del vaccino, quando esce, come è distribuito”, ha spiegato. Un altro dibattito presidenziale fissato per il 22 ottobre è ancora in programma, anche se non è chiaro in quale formato. Il primo dibattito del mese scorso è sfociato in insulti tra i due candidati.

Fco/Int11

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