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Giovedì 15 ottobre 2020 - 18:09

Iran, Autorità giudiziaria proibisce “torture e confessioni forzate”

Documento ufficiale che vuole "cambiare" il sistema giudiziario
Iran, Autorità giudiziaria proibisce “torture e confessioni forzate”

Roma, 15 ott. (askanews) – L’Autorità giudiziaria iraniana ha emesso una circolare che proibisce la “tortura assoluta”, l’uso di “confessioni forzate” e altre violazioni dei diritti della difesa, con l’obiettivo di “cambiare” il sistema giudiziario del Repubblica islamica, come riferiscono media ufficiali.

Intitolata “Documento sulla sicurezza giudiziaria”, questa circolare in 37 articoli firmata dall’ayatollah Ebrahim Raïssi, capo dell’Autorità giudiziaria, vieta anche la “reclusione” e la “custodia illegale della polizia”. Sottolinea inoltre la “trasparenza” del processo giudiziario, il diritto di “scegliere liberamente il proprio avvocato”, “il principio della presunzione di innocenza” e “l’accesso consolare” per i cittadini stranieri.

L’Iran è regolarmente accusato dalle Nazioni Unite, da diversi paesi occidentali, da organizzazioni per i diritti umani e persino da avvocati iraniani di infrangere i principi che Ebrahim Raïssi ora afferma di voler vedere rispettati nella sua amministrazione.

l’agenzia ufficiale dell’Autorità Giudiziaria, arriva una settimana dopo la pubblicazione sui social network di video, apparentemente girati a Teheran, che mostrano agenti di polizia che sfilano in mezzo alla strada sui pick-up con i detenuti che brutalizzano e costringono a chiedere scusa alla popolazione per gli “errori” che dicono di aver commesso. La pubblicazione di queste immagini ha suscitato accese polemiche in Iran, soprattutto sulla stampa.

Secondo Mizan Online, Ebrahim Raïssi ha reagito lunedì denunciando il fatto come un “caso di violazione dei diritti civili” e ha ordinato che vengano prese misure contro i responsabili di questa parata, ritenendo “severamente vietato attaccare gli accusati, anche se sono delinquenti”.

Ebrahim Raïssi, 59 anni e vicino alla guida suprema ayatollah Ali Khamenei, è stato nominato da quest’ultimo capo dell’Autorità giudiziaria nel marzo 2019 con la missione di trasformare radicalmente un’istituzione minata dalla corruzione.

All’inizio di settembre, l’annuncio dell’esecuzione di un giovane lottatore aveva provocato polemiche in Iran e all’estero dopo la pubblicazione di informazioni che affermavano che era stato condannato sulla base di confessioni estorte sotto tortura.

Candidato sostenuto da un’ampia coalizione conservatrice, Ebrahim Raïssi aveva fallito le elezioni presidenziali del 2017, che ha confermato Hassan Rohani per un secondo mandato. La stampa iraniana lo vede come un possibile candidato alle prossime elezioni presidenziali, previste per giugno 2021.

Fth MAZ

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