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Giovedì 17 settembre 2020 - 11:07

Aereo cinese vicino a Taiwan mentre funzionario Usa visita l’isola

Pechino: gli Stati uniti usano la "tecnica del salame" con Taipei
Aereo cinese vicino a Taiwan mentre funzionario Usa visita l’isola

Roma, 17 set. (askanews) – La Cina ha mandato un segnale preciso a Taiwan e agli Stati uniti, effettuando un’ulteriore incursione con aerei nella cosiddetta “zona di identificazione della difesa aerea” (ADIZ) dell’isola, in concomitanza con una visita – molto indigesta per Pechino – di un alto esponente diplomatico americano a Taipei.

Secondo quanto ha riferito il ministero della Difesa taiwanese, ripreso dal South China Morning Post, un velivolo anti-sommergibili cinese Y-8 è entrato nel lato sudoccidentale della ADIZ taiwanese, doppiando quanto accaduto la settimana scorsa, quando altri aerei cinesi fecero la stessa manovra, suscitando lo sdegno della presidente taiwanese Tsai Ing-wen che parlò di una grave provocazione.

L’attività di disturbo appare, quanto meno per la sua tempistica, suscitata dalla visita che inizia oggi del sottosegretario al Dipartimento di Stato Usa Keith J. Krach, in quella che sarà la seconda missione ufficiale di un alto funzionario a Taiwan in due mesi. In base alla dottrina dell'”unica Cina” non è riconosciuta dagli Usa, pur essendone strenua alleata.

Krach parteciperà, in particolare, a un forum d’affari Taiwan-Usa, in cui si discuterà – secondo il ministero degli Esteri di Taiwan – di come rafforzare la cooperazione economica bilaterale. Ieri il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha chiesto agli Usa di smetterla di intrattenere scambi “ufficiali” con Taiwan.

Washington sta gradualmente rafforzando i suoi rapporti con Taiwan e sta anche incrementando la fornitura di sistemi d’arma avanzati all’isola, provocando così la furia di Pechino.

“Gli Usa e l’isola di Taiwan continuano ad adottare la ‘tattica del salame’ per espandere i loro legami, accrescendo le vendite di armi Usa per l’isola e tentando di forzare la Cina continentale a seguire questo trend”, ha accusato in un editoriale il Global Times, una testata del Partito comunista cinese. “Buttano – ah continuato – pietre nell’acqua dello Stretto di Taiwan. Ma, se andassero troppo lontano, le pietre potrebbero diventare siluri, accrescendo le incertezze nell’intera regione e i rischi di scontri drastici nello Stretto di Taiwan”.

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