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Mercoledì 16 settembre 2020 - 16:12

Cremlino: basta collegare il gasdotto Nord Stream 2 a Navalny

E Mosca pubblica 9 domande all'Ue sul caso dell'oppositore avvelenato
Cremlino: basta collegare il gasdotto Nord Stream 2 a Navalny

Roma, 16 set. (askanews) – Il Cremlino chiede che si smetta di fare collegamenti tra il gasdotto Nord Stream 2 e il caso Navalny e, respingendo di nuovo le accuse occidentali sull’avvelenamento dell’oppositore russo, pone pubblicamente nove quesiti all’Ue sulla vicenda, Domandando tra l’altro quale ragione mai potrebbero avere “le autorità russe per avvelenare Aleksey Navalny, considerato che il suo attuale livello di popolarità è del 2%” anche secondo un istituto di sondaggi indipendente e non governativo come il Centro Levada.

Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha sostenuto oggi che il nuovo tracciato per il trasporto del gas russo direttamente in Germania, il Nord Stream 2, “non dovrebbe essere più citato in un contesto politicizzato”, poiché “si tratta di un progetto commerciale del tutto in linea con gli interessi della Russia e dell’Ue, in primo luogo della Germania”.

Angela Merkel, che ha sempre difeso il Nord Stream 2, dopo l’avvelenamento di Navalny ha lasciato planare la possibilità di includere il progetto gasiero in un contesto di nuove sanzioni alla Russia, anche se gran parte degli analisti ritiene che la cancelliera non passerà poi ai fatti.

Peskov, in una conferenza stampa via web, ha sostenuto che “la vicenda del paziente tedesco”, ovvero di Navalny (citato per nome ieri per la prima dal portavoce del Cremlino) “va chiarita” e va chiarito perché la Russia non ottiene dalla Germania la collaborazione richiesta.

La difesa e le richieste russe di spiegazioni sono articolate in nove domande pubblicate oggi sul sito della rappresentanza della Federazione russa a Bruxelles. Oltre a chiedere perché mai si dovrebbe mirare ad uccidere un politico con poco seguito elettorale, Mosca fa notare che durante il primo ricovero, nella città siberiana di Omsk, è stato fatto di tutto per salvare Navalny e poi è stato autorizzato il suo trasferimento in Germania, dove un eventuale uso dell’agente nervino Novichok “sarebbe stato rivelato”. Inoltre si contesta la “riluttanza” tedesca a condividere con la Russia i risultati delle indagini tossicologiche che secondo Berlino hanno confermato l’uso di un agente del gruppo Novichok, ma che non possono essere diffuse per ragioni di “confidenzialità”.

Da giorni in Russia si punta il dito contro l’entourage dello stesso oppositore russo, da cui potrebbe essere partito l’attacco secondo fonti vicine al governo. Nelle nove domande viene rilanciata de facto questa tesi: “si dichiara che tutte le prove e i testimoni devono essere trovati ‘da qualche parte in Siberia’ – si legge sul sito della rappresentanza russa presso l’Ue – E’ una coincidenza allora che qualcuno tra le persone che accompagnavano Navalny nel suo viaggio in Siberia ha lasciato tempestivamente la Russia alla volta della Germania dopo l’incidente?”. Il riferimento è a una giovane donna russa, che risiede a Londra, e che sarebbe stata l’unica accompagnatrice fatta salire a bordo dell’aereo con cui l’oppositore russo è stato trasferito in Germania, in qualità di ‘traduttrice’.

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