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Martedì 15 settembre 2020 - 16:13

Giappone: Suga, dopo vittoria, prepara il suo governo

POtrebbe esserci anche il fratello minore di Shinzo Abe
Giappone: Suga, dopo vittoria, prepara il suo governo

Roma, 15 set. (askanews) – Le correnti del Partito liberaldemocratico giapponese (Jiminto) passano all’incasso. Dopo aver sostenuto la scalata di Yoshihide Suga al vertice della formazione che dal 1952 domina la politica nipponica, con rari periodi all’opposizione, le cinque “fazioni” (“habatsu”) che hanno portato l’ex braccio destro di Shinzo Abe a diventare primo ministro in pectore ora si dividono le posizioni nel governo.

Secondo quanto scrive oggi l’agenzia di stampa Kyodo, citando fonti informate, alcuni dei ministeri chiave continueranno a essere occupati dagli stessi ministri che hanno costituito il nerbo dell’ultimo governo Abe, il quale ha annunciato le dimissioni per problemi di salute. Agli Esteri dovrebbe restare Toshimitsu Motegi e il ministro delle Finanze dovrebbe continuare a essere Taro Aso, uno dei principali alleati di Abe nei suoi governi dal 2012 e capo di una delle principali fazioni del partito che porta il suo nome, la Aso-ha.

Domani Suga dovrebbe essere nominato formalmente primo ministro in una riunione straordinaria della Dieta – il parlamento nipponico – che rappresenterà una pura formalità.

Il governo che dovrebbe presentare – secondo le indiscrezioni riportate dalla Kyodo – manterrà sostanzialmente una continuità rispetto a quello di Abe. Anche il partito alleato del Jiminto, il partito buddista Komeito, in posizione però assolutamente gregaria, terrà il suo ministro dell’Agricoltura Kazuyoshi Okaba, mentre alle Olimpiadi e Paraolimpiadi resterà Seiko Hashimoto.

La Kyodo ritiene che Taro Kono, un esponente Jiminto particolarmente autonomo che fino all’ultimo è stato in predicato per concorrere alla leadership, possa giocarsi la possibilità di andare agli Affari interni e comunicazioni, che non è un posto secondario.

Alla Difesa, che era occupata da Kono, dovrebbe andare il fratello minore di Shinzo Abe, che si chiama Nobuo Kishi. Il cognome diverso è dovuto al fatto che, cosa non insolita in Giappone, Nobuo è stato adottato dallo zio e dalla zia. Entrambi fanno parte di una dinastia politica tra le più importanti del Sol levante.

Il nonno – Nobusuke Kishi – è stato ministro prima della sconfitta del Giappone (e condannato come criminale di guerra di classe “A”), per diventare nel dopoguerra uno dei dominatori del panorama politico: due volte primo ministro, sostenitore strenuo della modifica della Costituzione pacifista nipponica in un senso che riconosca la possibilità di detenere forze armate. Ancora, lo zio dei due fratelli, Eisaku Sato, è stato primo ministro tra il 1964 e il 1972: Shinzo Abe, prima di dimettersi, ha battuto il suo record come longevità senza interruzioni di un premier. Sato, inoltre, ha portato il Giappone nel Trattato di non proliferazione nucleare e nel 1974 è stato insignito del Premio Nobel per la Pace. Infine, il padre di Shinzo e Nobuo, Shintaro Abe, è stato ministro degli Esteri e, se non fosse morto improvvisamente nel 1991, sarebbe diventato quasi certamente a sua volta primo ministro.

Suga ieri ha detto che non guarderà all’affiliazione alle fazioni nella scelta dei ministri, ma alla loro volontà di impegnarsi per la riforma amministrativa del paese. Se queste prime indiscrezioni sul nuovo governo saranno confermate, tuttavia, questa dichiarazione sembrerebbe piuttosto di prammatica.

Una posizione a cui bisognerà guardare con attenzione è quella di segretario di gabinetto – ovvero portavoce di governo – che è un ruolo di rango ministeriale cruciale e che è stato occupato sotto Abe per gli ultimi sette anni proprio da Suga. Il nome che gira è quello di Katsunobu Kato, che è l’attuale ministro della Salute, il quale si è guadagnato i gradi nella lotta contro il COVID-19, che ha visto il Giappone molto meno colpito di molti altri paesi sviluppati del mondo.

Suga intanto è intervenuto sui vertici del Partito liberaldemocratico. Avendo mantenuto a segretario generale Toshihiro Nikai – il numero due del partito di fatto, che lo ha sostenuto nella scalata – ha posto Hakubun Shimomura al timone delle strategie politiche del partito, in una posizione chiave.

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