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Mercoledì 9 settembre 2020 - 12:29

Corea del Nord celebra fondazione, messaggi da Xi e Putin

Gli Usa invece mandano un aereo-spia a osservare dall'alto
Corea del Nord celebra fondazione, messaggi da Xi e Putin

Roma, 9 set. (askanews) – La Corea del Nord, chiusa in rigide misure anti-COVID e colpita da tre consecutivi tifoni che rendono ancora più precaria la situazione alimentare del paese, commemora oggi i 72 anni dalla fondazione della Repubblica democratica popolare di Corea da parte di Kim Il Sung, il nonno dell’attuale leader supremo Kim Jong Un.

La situazione epidemica apparentemente ha suggerito al regime di evitare le grandi adunate di massa, le caratteristiche coregrafie ginniche a Pyongyang. Nello stesso tempo, però, la celebrazione è stata nei pensieri di alcuni leader mondiali, i cui messaggi danno il segno dell’attuale situazione internazionale in cui si muove Kim Jong Un, in un contesto in cui appare tutto men che isolato.

In particolare, la giornata di Kim è stata allietata dal messaggio del presidente cinese Xi Jinping. “Dopo l’esplosione dell’epidemia COVID-19, i due paesi si sono sostenuti e aiutati l’un l’altro, facendo evolvere ulteriormente l’amicizia tra Cina e DPRK (l’acronimo ufficiale inglese della Repubblica democratica popolare di Corea, ndr.)”, ha scritto Xi in una lettera che è stata diffusa dall’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana KCNA. Xi ha anche segnalato il fatto che per la Cina “lo sviluppo delle relazioni con la DPRK e la volontà di rafforzare la tradizionale amicizia e le relazioni di cooperazione sono una priorità”.

Parole di prammatica volendo, ma non del tutto, visto che a lungo i rapporti tra Xi e Kim sono stati in freddo e in passato il presidente cinese ha dato segnali di poco apprezzamento per le strategie spericolate del giovane alleato sul fronte dello sviluppo del suo arsenale nucleare.

L’altro messaggio di congratulazioni che ha raggiunto Kim è quello del presidente russo Vladimir Putin, il quale ha evidenziato la tradizionale “natura amichevole e di buon vicinato” tra i due paesi, segnalando che il dialogo e la cooperazione tra Mosca e Pyongyang è nell’interese della sicurezza e della pace nella Penisola coreana.

Si tratta di un messaggio importante perché segnala che, se un tentativo d’isolamento di Pyongyang è stato messa in atto, non ha centrato i suoi obiettivi. D’altronde, la politica di Donald Trump che ha ondeggiato tra il duro confronto retorico, l’ingaggio diplomatico con negoziati che hanno creato velleitarie speranze di pace per poi partorire il topolino di un nuovo gelo, non ha aiutato a conslidare una coerente strategia nei confronti della minaccia nucleare di Kim Jong Un.

Il terzo messaggio è arrivato proprio da Trump. Un messaggio indiretto, in realtà, e non congratulatorio. Le forze Usa infatti hanno sorvolato la Penisola coreana con un loro aereo-spia proprio in questo giorno per monitorare cosa stesse accadendo. Non si tratta, in realtà, di una grandissima novità, ma suggerisce le relazioni Usa-Nordcorea sono tornate “business as usual”. In vista delle elezioni presidenziali americane, non un buon segnale per chi spera in un’evoluzione pacifica di uno dei teatri più rischiosi dell’Asia orientale e del mondo intero.

Il 9 settembre 1948, 37mo anno dell’era della Juche nell’ufficiale datazione del regime di Pyongyang, il presidente Kim Il Sung – che tuttora detiene questo titolo, pur essendo morto nel 1993 – fondò formalmente la DPRK. “Da allora, il popolo coreano ha messo in atto un miracolo nella costruzione del socialismo che ha stupito il mondo, vergando gli annali della vittoria e della prosperità nella storia del paese”, ha scritto la KCNA con un’enfasi che non le è insolita. “Sotto la guida del Leader Supremo Kim Jong Un – ha continuato – la DPRK, eredità preziosa del Presidente Kim Il Sung e del leader Kim Jong Un, sta ora dimostrando la sua dignità come il più potente e indipendente degli stati e il più grande dei popoli”.

Il trionfalismo è consueto, ma la Corea del Nord ha da affrontare alcuni scogli importanti, pur essendosi ormai consolidata come potenza nucleare. Il principale è quello dell’economia. Il COVID-19 ha colpito anche qui, quanto meno per le misure rigide di chiusura a cui il paese è stato costretto, che va aggiungersi alle sanzioni internazionali. Inoltre l’arretratezza dell’agricoltura sia nei sistemi di coltivazione che di distribuzione dei prodotti sono una vera palla al piede. Quest’anno poi tre tifoni consecutivi hanno colpito con una certa violenza il paese e quindi i raccolti. Così ieri il World Food Programme dell’Onu ha segnalato che il 60 per cento dei nordcoreani vive con livelli di alimentazione al di sotto del necessario. Si tratta di oltre 15 milioni di persone.

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